Il vertice al ministero si è svolto alla presenza dei familiari di alcune vittime di quegli anni difficili e della violenza politica: Rina, la madre di Valerio Verbano; Francesco, il padre di Walter Rossi; Liliana, la madre di Paolo Di Nella; Giampaolo, fratello di Stefano e Virgilio Mattei; Barbara, sorella di Mario Zicchieri; Luciano e Francesca, rispettivamente fratello e sorella di Angelo Mancia.
"Oggi è andata molto bene- ha detto in particolare Giampaolo Mattei- spero sia un passo concreto per creare qualcosa di unico per arrivare a qualcosa di nuovo sugli Anni di piombo. I nomi degli assassini spesso si conoscono e si sa anche dove sono, ma non vengono presi".
"Spero che ora facciano quello che hanno promesso- ha invece detto Rina Verbano- le prove nel caso di Valerio sono poche. E' stato bruciato il passamontagna che poteva contenere il dna dell'assassino. Ora voglio sapere chi ha dato questo ordine. Speriamo che si diano da fare, il ministro Alfano me lo ha promesso ed io ho molta fiducia".
Il ministro, che non ha parlato con i giornalisti, ha comunque fatto sapere, nel corso della riunione a porte chiuse, di voler coniugare le nuove indagini all'uso delle nuove tecnologie "per colmare le lacune del passato" e ha citato, a tal proposito, il caso del delitto di via Poma.
Secondo l'ex sindaco Veltroni, "quella di oggi è la prosecuzione di un lavoro che avevamo iniziato insieme e su cui eravamo d'accordo. L'obiettivo è riaprire molti di questi dossier per consentire a queste famiglie di conoscere chi sono stati gli assassini dei loro parenti. Il ministro ha preso l'impegno d sollecitare la magistratura a riaprire i dossier che sono stati chiusi o che per vari motivi non hanno portato a risultati". Tra gli altri presenti anche Alessandro Mazzoli, segretario regionale del Pd del Lazio, e Massimiliano Smeriglio, assessore al Lavoro della Provincia di Roma.
24 febbraio 2010

Giovedì 2 Settembre 2010 ore 19:06





















