Martedì 9 Febbraio 2010 ore 04:41
Politica
'Famiglia cristiana' respinge le critiche e contrattaca: speriamo non torni il fascismo

Roma - "Altro che cattocomunisti. Siamo cristiani e critichiamo il governo". Famiglia Cristiana non ci sta. Dopo aver bocciato le politiche dell'esecutivo, in particolare sulla sicurezza, alza il tiro e paventa, seppure indirettamente, il rischio di un ritorno al fascismo.

Nel numero in edicola la prossima settimana, il settimanale delle edizioni Paoline affida a Beppe Del Colle la difesa dagli attacchi provenienti dalla maggioranza. "Non siamo cattocomunisti", come vorrebbe il sottosegretario Carlo Giovanardi che lo ha paragonato a Il Manifesto e Liberazione. "Tantomeno 'criptocomunisti' come dichiarato dal loquacissimo Gasparri e da altri politici (Rotondi, Bertolini, Quagliariello), senza argomenti. Non siamo mai cambiati nel modo di affrontare le realta' del mondo con spirito di cristiani. Critichiamo l'attuale Governo, come abbiamo fatto con tutti i Governi, anche democristiani, quando ci sembrava giusto e cristiano farlo", spiega l'editoriale.

E proprio sulla questione sicurezza, il settimanale cattolico non retrocede. "Abbiamo definito 'indecente' la proposta del ministro Maroni sui bambini rom- scrive- perche' bisogna evitargli la vergogna di vedersi marcati per tutta la vita come membri di un gruppo etnico considerato in potenza tutto esposto alla criminalita'". Del resto di questo rischio "se ne sono accorti in tutta Europa. Quella foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle Ss e' venuta alla memoria come un simbolo". Di piu': la rivista francese Esprit ha avanzato il sospetto che in Italia "stia rinascendo sotto altre forme il fascismo". "Speriamo che non sia vero", spiega Del Colle aggiungendo, polemicamente, che Esprit "non e' cattocomunista".

Evocare la dittatura 'made in Italy' ha riacceso le polemiche. L'opposizione, con il democratico Giorgio Merlo e il comunista Pino Sgobio si schiera dalla parte del settimanale. "Alcuni che stanno al governo pensano di essere ancora nel ventennio- dice l'ex capogruppo del partito di Diliberto- Siamo in presenza di un esecutivo autoritario e di una maggioranza accomandatarie". Nelle file del Pdl il sottosegretario Gianni Letta prova a rasserenare il clima. "Mi astengo dalle polemiche", risponde ai giornalisti. Ai quali ricorda pero' che sull'impiego dei militari in citta' (Famiglia Cristiana aveva parlato del 'giochino dei soldati') il paese e' unito, "le divisioni appartengono al teatrino della politica". Ben altri i toni usati da altri settori del Pdl. Se Gianfranco Rotondi dice condanna il linguaggio ma continuera' a leggere il giornale, il capogruppo Maurizio Gasparri annuncia querela contro il direttore Antonio Sciortino, dopo un'intervista di questi a La Stampa. Il senatore Vincenzo Fasano ironizza: "se sta tornando il fascismo, perche' Sciortino fa i bagni con amici e amiche?".

13 agosto 2008