BOLOGNA- I disoccupati modenesi erano diecimila nel 2008 e sono raddoppiati a 20 mila già nel 2009. Ma potrebbero triplicare nel corso del 2010, raggiungendo quota 30 mila. L'anno scorso in provincia di Modena il tasso di disoccupazione è salito dal 3,3% del 2008 a oltre il 6% e rischia di essere ancora più pesante nel corso del 2010. L'allarme è stato lanciato dall'assessore a Lavoro e Formazione professionale Francesco Ori in apertura del Consiglio provinciale straordinario dedicato alla crisi che si è svolto oggi.
Entro il 2010, e già a partire da aprile, arriveranno a scadenza circa 130 accordi di cassa integrazione straordinaria per i quali non c'è al momento garanzia di rinnovo, ha aggiunto Ori. L'anno scorso le aziende che hanno firmato accordi per la cigs erano 151, per un totale di 9.026 lavoratori, ma la stragrande maggioranza è in scadenza: 45 nel primo semestre 2010, 85 nel secondo. "In mancanza di una proroga della cassa che consenta di agganciare la ripresa e far ripartire l'economia- ha spiegato Ori- migliaia di lavoratori sono destinati a uscire dal mercato del lavoro". Ecco perché la Provincia chiede al governo un intervento urgente sugli ammortizzatori sociali. "Diversamente, non è possibile individuare a livello locale una soluzione adeguata al problema".
Ai lavoratori in cigs si aggiungono quelli interessati da contratti di solidarietà (che sono complessivamente 2.807) siglati nel corso del 2009 da 47 aziende della provincia di Modena. Altri 4.798 dipendenti hanno ottenuto poi ammortizzatori sociali in deroga approvati fino al 31 dicembre scorso, per un totale di quasi 3 milioni di ore. Gli accordi siglati sono 991 e hanno riguardato 690 aziende della provincia.
Ora che gli ammortizzatori stanno per concludersi la preoccupazione aumenta, visto che la possibilità che si profila per molti è la mobilità e poi la disoccupazione. Senza contare che la crisi si concentra in maniera particolare nel distretto della ceramica. Ori ha riepilogato poi gli obiettivi strategici che la Provincia di Modena intende perseguire con le politiche formative e per l'impiego, con risorse europee pari a sette milioni e 300 mila euro.
Intanto, nei primi dieci mesi di applicazione dell'accordo per il rilancio delle piccole e medie imprese, sono stati erogati 37 milioni di euro di credito alle piccole e medie imprese modenesi per esigenze di liquidità a medio e lungo termine. Le operazioni deliberate sono complessivamente 685. L'accordo, siglato dalla Provincia di Modena con i quattro confidi (Unifidi, Cofim, Ascom fidi, Cofiter), la Camera di commercio e sei istituti di credito: Banca popolare dell'Emilia, Banco san Geminiano e san Prospero, Cassa di risparmio di Cento, Banca modenese, Banca di San Felice, Cassa di risparmio di Vignola è stato prorogato fino alla fine del 2010.
Scade a marzo e sarà rinnovato, invece, l'accordo con otto banche (Cassa di risparmio di Vignola, Banca popolare di San Felice, Bper, Banca modenese, Cassa di risparmio di Cento, Unicredit, Banco san Geminiano e san Prospero, Cariparma) per l'anticipo della cassa integrazione straordinaria ai lavoratori delle imprese in crisi. Il protocollo dà anche la possibilità di sospendere il mutuo per la prima casa per la durata della Cigs. Sono 987 i lavoratori che hanno ottenuto l'anticipazione dell'indennità per un totale di 5,2 milioni di euro, 492 operazioni di sospensione dei mutui prima casa. E poi gli aiuti alle aziende: per quelle che vogliono investire in progetti di innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale la Provincia, insieme a Camera di Commercio, Comune di Modena ed altri 11 Comuni, si prepara a varare il quarto bando da 10 milioni di euro del Fondo innovazione.
6 marzo 2010

Sabato 11 Settembre 2010 ore 05:05























