Presentazione del portale Salute Bologna
BOLOGNA- I risultati delle analisi del sangue, delle prove allergiche, dell'ecografia. I 3.800 medici di famiglia dell'Emilia-Romagna già ce l'hanno, i pazienti non ancora. Ma è solo una questione di tempo: entro la fine del 2010 Cup 2000 vuole mettere in condizione gli utenti di consultare il proprio fascicolo sanitario sul computer di casa (col rispetto assoluto della privacy), aggiornato con tutti i referti e volendo anche con informazioni che lo stesso paziente vuole aggiungere: la dieta che sta seguendo, ad esempio. Il fascicolo, volendo, si può già creare, basta fare domanda tramite il sito: www.fascicolo-sanitario.it. Ogni emiliano-romagnolo avrà l'accesso con password, con doppio controllo, sul genere del conto in banca e del pin. Bisogna però dare tempo ai 3.800 medici di famiglia di trasferire i dati sulla rete protetta di 4 milioni di cittadini, spiega il direttore di Cup 2000, Mauro Moruzzi. Ecco perché l'obiettivo è di arrivare a tutti i pazienti della regione a fine anno.
Moruzzi stamane ha tenuto una lezione al Polo Murri del Policlinico Sant'Orsola nell'ambito della lezione "E-health e fascicolo sanitario elettronico: reti e tecnologie per la sanità", assieme a diversi esperti, come il docente universitario Antonio Gaddi e Sergio Bertolucci, direttore generale ricerca del Cern di Ginevra.
Gaddi (secondo da sx) e Moruzzi
L'e-health che si porta avanti in Emilia-Romagna, spiega Moruzzi, è una novità non solo a livello italiano, ma anche europeo: i medici di famiglia (3.800 tra cui 500 pediatri), con il progetto Sole, sono già tutti collegati tra loro e si sta lavorando per collegare anche i 7.000 specialisti ospedalieri, in modo che il fascicolo sanitario elettronico piano piano si possa riempire con tutte le informazioni sulla salute del paziente. Il passo successivo, futuristico ma possibile, è di creare la "mypage" di ogni cittadino.
Non più quindi l'utente che va 'bussare' al portale dell'ospedale o del Cup per prenotare la visita, ma i servizi che 'bussano' al portale del cittadino. Potenzialmente questo può diventare un sistema fantastico, perché vi possono mandare informazioni personali e personalizzate anche gli altri enti. Il Comune di Bologna, per esempio, aggiunge Moruzzi, sta pensando a come trasformare Iperbole in 'my page' per i suoi singoli cittadini, tutto ciò sempre nel rispetto della legge sulla privacy. Se si raggiungerà l'obiettivo, in un futuro si potrà interagire in maniera orizzontale con i Palazzi, e magari sarà il Comune ad 'andare a casa' del cittadino, evitandogli le tanto odiate file agli sportelli per informazioni e documenti.
16 gennaio 2009