Giovedì 2 Settembre 2010 ore 19:03
Emilia Romagna
Delrio e Spaggiari divisi anche su Fierareggio
No del sindaco a Parma: "Non siamo succursale di Milano"- Sì della zarina: Regione non credibile

Delrio e Spaggiari agli opposti
Delrio e Spaggiari agli opposti
BOLOGNA – Le ricette di Graziano Delrio e Antonella Spaggiari sul futuro di Reggio Emilia, nel primo faccia a faccia ospitato dall'agenzia Dire, divergono anche sulla fiera. Il sindaco uscente non vuole saperne di fusioni con Parma e, pur rivolgendo lo sguardo all’Expo milanese, si dice pronto solo a “sinergie”. Sia ben chiaro, dice infatti Delrio, che “Reggio non deve diventare una succursale di Milano”. Il sindaco propone invece un posizionamento “di nicchia” dell’ente di Mancasale, strettamente collegato ai settori di eccellenza della città. Infine, Delrio chiede che la Regione investa massicciamente nella fiera, entrando nel capitale sociale come è avvenuto a Bologna.

La fiera di Reggio Emilia
Per Antonella Spaggiari, invece, Fiere Reggio “deve allearsi”, e guardare “senza pregiudizi” anche a Milano. L’ex sindaco immagina la fiera come un hub di raccordo con l’area mediopadana, nella forma di una “piccola superficie, molto ben attrezzata, che si avvantaggi della vicinanza con la stazione della Tav”. Spaggiari bolla inoltre come “poco credibile” la proposta del suo avversario politico di una iniezione di risorse da parte della Regione.

Al forum "Dire" parte per primo Delrio: ”La fiera è pronta a fare sinergie ma non fusioni: la fusione con Parma non ha senso”. Con i cugini al di là dell’Enza insomma, solo collaborazioni “sui temi della meccanica e della meccatronica”. Delrio ritiene infatti che la fiera di Reggio “abbia una sua peculiarità: essendo in una zona altamente competitiva a pochi passi dell’alta velocità, deve investire sui settori di innovazione e qualificazione del territorio e fare fiere di nicchia”. Oggi, aggiunge il primo cittadino, “l’ente sta in piedi, non perdiamo soldi, ma possiamo potenziare alcune caratteristiche”.

Delrio non ci sta
Delrio non ci sta
Ecco allora, spiega il sindaco, che occorre “fare sinergie, ma per portare a Reggio, e questo è anche uno dei temi dell’accordo che ho fatto con Letizia Moratti sui temi delle città d’arte, le cose che fanno di Reggio non la succursale di altre fiere, ma un luogo dove le eccellenze della città coincidano con le manifestazioni fieristiche”. I temi su cui sviluppare le manifestazioni sarebbero allora “quelli dei bambini, della casa, della moda cioè- dice Delrio- i settori in cui vogliamo investire. Fare fiere di questo tipo vuol dire dare continuità un percorso di sviluppo economico coerente dell’ente”. Sul rapporto con Milano in vista dell’Expo, Delrio è netto: “Reggio non deve diventare una succursale di Milano, non mi interessa. Voglio fare sinergie con Milano in questo modo: se c’è un expo sul cibo, io ospito una fiera sull'alimentazione dei bambini. Abbiamo la cultura e le capacità per attirare qui una cosa peculiare per il nostro territorio”.

Infine, per quanto riguarda la posizione della fiera reggiana nel contesto del sistema regionale, Delrio commenta: ”Ho detto all’assessore Duccio Campagnoli che deve essere disponibile a fare ciò che ha fatto anche a Bologna, cioè investire nella fiera, mettere soldi e entrare nel capitale. Noi non faremo in modo che quei soldi vadano sprecati”.

la grinta della zarina
la grinta della zarina
Opposte le considerazioni di Antonella Spaggiari: “La fiera- dice- è uguale alla fine dei cinque anni a come era all’inizio. Penso che per le politiche regionali e locali degli anni scorsi debba allearsi, tenendo d’occhio il riposizionamento dei pesi delle fiere”. La vicenda dell’Expo di Milano, per la candidata di Città attiva, invita infatti “a guardare con grande attenzione senza pregiudizi verso questa regione e anche a Milano”. Di nuovo la zarina si distingue da Delrio quando afferma: ”Immaginare enormi investimenti su Reggio credo che sia poco credibile, condivido però che debba esistere una negoziazione sul tavolo regionale perché penso che la nostra città abbia perso peso”.

Spaggiari conclude affermando: “Realisticamente penso che si debba sviluppare l’area della fiera e farla diventare una piccola superficie molto ben attrezzata che, avvantaggiandosi della vicinanza alla fermata medio padana, dovrà diventare un hub”.

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