Giovedì 2 Settembre 2010 ore 19:06
Emilia Romagna
Alta velocità, pendolari all'Antitrust contro la Regione
E lettera a Napolitano: 'fuori servizio il trasporto regionale'

BOLOGNA- Ricorso all'Antitrust contro la Regione Emilia-Romagna e lettera di protesta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A pochi giorni dall'inaugurazione della tratta dell'Alta velocità Milano-Bologna, i pendolari passano al contrattacco. Sul tavolo non ci sono tutti i disagi che dovranno subire per la Tav che viaggerà su infrastrutture non ultimate (una su tutte la stazione di Bologna). Ma anche gli interventi che non hanno portato i frutti sperati: "La Crevalcore-Bologna- fa notare Renato Golini- ora ha un tempo di percorrenza medio di 32 minuti, con il nuovo orario scende a 31 minuti, ma abbiamo speso 900 milioni di euro per il raddoppio della linea". Poi ci sono le parole date e non mantenute. "E' stato detto che i regionali, dalle 7 alle 9 e dalle 17 alle 19, avranno la precedenza sugli Eurostar- dice Bernardo Pieri dei pendolari reggiani- non fatemi usare nel bel mezzo della pianura padana l'espressione 'promesse da marinaio". Tutto questo senza che i pendolari si sentano tutelati dalla Regione e dal contratto di servizio stipulato con Trenitalia. E a fronte di un orario invernale duramente contestato.

La misura dunque è colma. "L'alta velocità può rappresentare un'innovazione del trasporto ferroviario- sottolinea Giuseppe Poli di Federconsumatori Emilia-Romagna- ma come è stata realizzata di fatto mette fuori servizio il servizio regionale".

Un servizio, pagato dagli utenti a peso d'oro. A settembre sono già aumentate le tariffe, a fronte di promesse di miglioramenti. E "se c'erano dubbi allora- prosegue Poli- oggi ci sono certezze: per l'inosservanza dei contratti che si stipulano a vari livelli, questi aumenti sono del tutto ingiustificati, e come Federconsumatori ci rivolgeremo all'Antitrust contro la Regione Emilia-Romagna".

In questa partita nemmeno viale Aldo Moro è esente da colpe. Nonostante l'Emilia-Romagna sia l'unica regione ad aver siglato il Contratto di servizio: "Si è dimostrato una tigre di carta", osserva Giovanni Zavorri. La Regione, aggiunge Golini, "sul contratto di servizio ha ceduto senza alcuna azione legale. L'ha solo minacciata". E assieme a Trenitalia "hanno abolito il servizio primario- denuncia Pieri- prima con la cancellazione degli Interegionali". Poi "si è sbandierato l'essere riusciti a contenere l'aumento al 5% (dal primo gennaio l'Ic Pass non ci sarà più al suo posto un altro abbonamento per i nuovi Es City che appunto dovrebbe costare il 5% in più dell'abbonamento regionale, ndr) questa non è una vittoria politica ma una presa per i fondelli". I pendolari, tuona Pieri, "hanno il diritto di prendere treni con tempi di percorrenza decenti e a prezzi normali".

A questo punto, e in questa situazione, il Comitato regionale utenti ferroviari Emilia-Romagna (Crufer) decide di rivolgersi con una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che dovrebbe essere presente per il viaggio inaugurale della tratta Milano-Bologna. "L'Alta velocità non esiste- scrivono nella missiva i pendolari- si tratta solo di un'invenzione pubblicitaria di facciata, portatrice soprattutto di nuovi peggioramenti del servizio ferroviario regionale". Nel nodo di Bologna, "come Milano ed altri, sarà completato solamente negli anni futuri e, fino ad allora, i treni dell'Alta velocità si faranno largo, a forza, sui binari storici, chiacciando tutti gli altri convogli che si troveranno davanti". Siamo di fronte, cioè dicono i pendolari ad "un'Alta velocità che promette di fare concorrenza all'aereo per una minoranza di utenti".

Dall'altra parte, si legge nella lettera, "treni regionali ridotti a sparute decine di convogli sistemati alla meno peggio in orari funzionali all'Alta velocità e inutili ai pendolari, ancora una volta esposti alla concorrenza dell'auto privata. Una strategia di trasporto ferroviario che privilegia esclusivamente il tornaconto commerciale". Un esempio della precarietà del nuovo orario, la cui definizione è stata oggetto di mille polemiche, è testimonita dal fatto, conclude Zavorri, che "non saranno stampati orari cartacei, perché non si sa se questo sistema studiato da menti eccellentissime e da penne scorrevolissime potrà reggere".

Sia Trenitalia che la Regione "da tre anni a questa parte non hanno fatto altro che prospettarci una soluzione definitiva per il trasporto regionale- dice Poli- nei fatti si è andati nella direzione opposta". Il nuovo orario "è un danno irreparabile al trasporto regionale. E dal 15 dicembre avremo questi problemi per almeno 5 anni".

11 dicembre 2008