Il Presidente Mattarella apre casa agli italiani: "A tutti un buon 2016" - DIRE.it

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Il Presidente Mattarella apre casa agli italiani: “A tutti un buon 2016”

discorso-di-fine-anno-Presidente-MattarellaROMA – “Un saluto molto cordiale a quanti mi ascoltano e gli auguri migliori, altrettanto cordiali, a tutte le italiane e a tutti gli italiani, in patria e all’estero; e a coloro che si trovano in Italia e che amano il nostro Paese. A tutti un buon 2016“. Inizia cosi’ il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che apre casa sua agli italiani. Il presidente della Repubblica sceglie una location informale per il messaggio di fine anno: non l’austero studio al Quirinale davanti alla scrivania di lavoro, ma il salotto del suo appartamento privato.

Seduto su una poltroncina, Mattarella parla con alle spalle un camino spento, un chiaro segnale anti-smog nei giorni dell’allarme inquinamento nelle grandi citta’ come Roma. Sotto una campana di vetro un presepe della tradizione napoletana: altro messaggio, visto il Natale di polemiche sui simboli della religione. Tra l’arredo spicca anche una rosa di Natale. Immancabili le bandiere italiane e dell’Unione europea. Il capo dello Stato, dopo aver aperto il Quirinale alla gente, ampliando le visite settimanali, insomma questa sera ha voluto aprire agli italiani anche la casa del presidente.

L’anno che sta per concludersi ha recato molte novita’ intorno a noi: alcune positive, altre di segno negativo. Questa sera non ripetero’ le considerazioni che ho fatto, giorni fa, incontrando gli ambasciatori degli altri Paesi in Italia sulla politica internazionale, e neppure quelle svolte con i rappresentanti delle nostre istituzioni. Stasera vorrei dedicare questi minuti con voi alle principali difficolta’ e alle principali speranze della vita di ogni giorno”, dice il presidente della Repubblica sottolineando che non tocchera’ i temi del discorso fatto al Quirinale davanti alle alte cariche dello Stato.

Il lavoro anzitutto. L’occupazione e’ tornata a crescere”. E’ il primo messaggio Mattarella rivolge agli italiani, nel discorso di fine anno. “Ma questo dato positivo, che pure da’ fiducia- dice Mattarella- l’uscita dalla recessione economica e la ripresa, non pongono ancora termine alle difficolta’ quotidiane di tante persone e di tante famiglie. Il lavoro manca ancora a troppi dei nostri giovani”. Mattarella spiega: “Sono giovani che si sono preparati, hanno studiato, posseggono talenti e capacita’ e vorrebbero contribuire alla crescita del nostro Paese. Ma non possono programmare il proprio futuro con la serenita’ necessaria. Accanto a loro penso ad altre persone, quarantenni e cinquantenni, che il lavoro lo hanno perduto, che faticano a trovarne un altro e che vivono con la preoccupazione dell’avvenire della propria famiglia. Penso all’insufficiente occupazione femminile“. “Le diseguaglianze rendono piu’ fragile l’economia e le discriminazioni aumentano le sofferenze di chi e’ in difficolta’”. “Come altrove- aggiunge- anche nel nostro Paese i giovani che provengono da alcuni ambienti sociali o da alcune regioni hanno piu’ opportunita’: dobbiamo diventare un Paese meno ingessato e con maggiore mobilita’ sociale”.

Un elemento che ostacola le prospettive di crescita e’ rappresentato dall’evasione fiscale. Secondo uno studio, recentissimo, di pochi giorni fa, di Confindustria, nel 2015 l’evasione fiscale e contributiva in Italia ammonta a 122 miliardi di euro. 122 miliardi! Vuol dire 7 punti e mezzo di PIL. Lo stesso studio calcola che anche soltanto dimezzando l’evasione si potrebbero creare oltre trecentomila posti di lavoro: gli evasori danneggiano la comunita’ nazionale e danneggiano i cittadini onesti. Le tasse e le imposte sarebbero decisamente piu’ basse se tutti le pagassero”.

Poi, “tutti sappiamo che il terrorismo fondamentalista cerca di portare la sua violenza nelle citta’ d’Europa, dopo aver insanguinato le terre medio-orientali e quelle africane. Realizzare condizioni di pace e stabilita’ per i popoli di quei Paesi e’ la prima risposta necessaria, anche per difendere l’Europa e noi stessi”, aggiunge il presidente della Repubblica. “La prosperita’, il progresso, la sicurezza di ciascuno di noi- aggiunge il Capo dello Stato- sono strettamente legati a quelli degli altri. Non esistono barriere, naturali o artificiali, che possano isolarci da quel che avviene oltre i nostri confini e oltre le frontiere dei nostri vicini”. “Il terrorismo ci vuole impaurire e condizionare. Non glielo permetteremo. Difenderemo le conquiste della nostra civilta’ e la liberta’ delle nostre scelte di vita. Con questo spirito abbiamo sentito, tutti, su di noi la sofferenza dei parenti delle vittime di Parigi e ci siamo stretti intorno alla famiglia di Valeria Solesin“.

“L’Italia ha conosciuto bene, nei due secoli passati, la sofferenza e la fatica di chi lascia casa e affetti e va, da emigrante, in terre lontane. Il nostro e’ diventato, da alcuni anni, un Paese di immigrazione. Molte comunita’ straniere si sono insediate regolarmente nel nostro territorio, generalmente bene accolte dagli italiani. Tanto che affidiamo spesso a lavoratrici e a lavoratori stranieri quel che abbiamo di piu’ caro: i nostri bambini, i nostri anziani, le nostre case”. “Sperimentiamo, giorno per giorno, sui banchi di scuola, al mercato, sui luoghi di lavoro- continua- esperienze positive di integrazione con cittadini di altri Paesi, di altre culture e di altre fedi religiose. Il 70 per cento dei bambini stranieri in Italia, lo dice l’Istat, ha come migliore amico un coetaneo italiano. Bisogna lavorare per abbattere, da una parte e dall’altra, pregiudizi e diffidenze, prima che divengano recinti o muri, dietro i quali potrebbero nascere emarginazione e risentimenti”.

Nel suo discorso di fine anno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda “alcune figure emblematiche. Ne cito soltanto tre: Fabiola Gianotti, che domani assumera’ la direzione del Cern di Ginevra, Samantha Cristoforetti, che abbiamo seguito con affetto nello spazio, Nicole Orlando, l’atleta paralimpica che ha vinto quattro medaglie d’oro”. Il capo dello Stato spiega che “nominando loro” rivolge “un pensiero di riconoscenza a tutte le donne italiane. Fanno fronte a impegni molteplici e tanti compiti, e devono fare ancora i conti con pregiudizi e arretratezze. Con una parita’ di diritti enunciata ma non sempre assicurata; a volte persino con soprusi o con violenze”.

31 dicembre 2015
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