Comunali a Bari, Melini: “Sono l’unico candidato indipendente”

BARI – A Bari ha trascorso quasi metà della sua vita tra i banchi delle circoscrizioni e del consiglio comunale: ha 39 anni di cui 14 e mezzo vissuti nella politica attiva. E’ Irma Melini che ora lega il suo nome a una lista civica che la supporterà come candidato sindaco della città nella primavera del prossimo anno e che si chiama proprio ‘Irma per Bari’.

“Votare me – spiega in un’intervista alla Dire – vuol dire votare i baresi, vuol dire votare una donna di esperienza politica e amministrativa che però non ha mai tradito la sua città ma che ama la sua città fin dalle prime luci dell’alba”, dice. Cioè? “Ogni mattina alle 5,30 corro”.

Al sollevarsi del sole infatti, già è in giro: scarpe da running e tuta. E a piedi sarà anche la sua campagna elettorale: “Userò i mezzi pubblici per spostarmi quando non sarà possibile farlo a piedi”. Da lì, l’allenamento quotidiano. “In verità lo faccio da sempre. Amo il sole e ogni mattina posto una foto del suo affacciarsi al giorno”, spiega.

“Certo, con quello che ha combinato Decaro molti baresi provano rabbia”. E disagio? “Bari non ha una sua identità. È rimasta una città di provincia e i baresi lo sanno, lo avvertono – spiega – l’unico merito che riconosco al sindaco uscente è l’aver saputo intercettare molti finanziamenti ma poi ha peccato nella fase esecutiva per incapacità di gestione”.

Ma perché i baresi dovrebbero votare lei? “È giusto votare una donna indipendente cosa che tutti gli altri non sono, perché hanno tutti legacci e legacciuoli ed è giusto votare finalmente una persona di esperienza indipendente e che ama la sua città”. Gli altri candidati – per ora sono Fabio Romito della Lega e Decaro, appunto – sono appoggiati da solide realtà politiche. Li teme? “No”, replica in modo secco.

“Le magagne, gli inciuci non mi interessano: parla la mia storia”. “La vera identità di questa città – sostiene – la vera anima è commerciale. Bisogna istituire i distretti del commercio e aiutare il commercio turistico. In città arrivano molti visitatori ma si fermano ai monumenti, è necessario invece aiutare l’economia”.

Quindi cosa farà se diventerà sindaco? “Riportare l’ordine, l’igiene, la vivibilità e i servizi essenziali: già questo cambierebbe il volto di questa città. Se si pensa che in alcuni quartieri ci sono lampioni spenti è chiaro che il cittadino si senta insicuro”, risponde e conclude: “Poi bisogna lavorare su una Bari turistica e commerciale. E bisogna fare presto”.

31 ottobre 2018
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