Risparmio e italiani, prudenti ma non previdenti

ROMA – Quando si parla di risparmio gli italiani non hanno visione di lungo periodo. E’ questo quello che emerge dai risultati di un’indagine condotta da Oval Money, l’app nata per consentire a tutti di risparmiare e investire, e Jeme Bocconi, la prima junior enterprise italiana che offre servizi di consulenza alle aziende.

RISPARMIO: 3 ITALIANI SU 4 VORREBBERO RISPARMIARE DI PIÙ

Ma qual è l’atteggiamento degli italiani davanti al tema del risparmio? Se in generale il macrotema “denaro” suscita nel campione sentimenti positivi, legati nel 55% dei casi all’indipendenza e alla sicurezza, siamo un popolo insoddisfatto: quasi il 75% vorrebbe farlo di più ma non sa come farlo (49%) o ha troppe spese (25,7%). E comunque anche qui notiamo come i temi legati alle finanze personali non costituiscano un argomento di formazione, l’8% dei giovani fra i 18 e i 24 anni, infatti, dichiara di non pensare al risparmio.

INVESTIMENTI: CI PENSANO SOLO 2 ITALIANI SU 10

Salta subito agli occhi la mancanza di programmazione nel campo delle finanze personali. Già, perché, come dimostrano le risposte di un campione altamente rappresentativo di più di 3000 individui, davanti a un’entrata extra i nostri connazionali non pensano a investire. E questo accade pur dimostrando una certa attenzione: solo il 6% di loro, infatti, correrebbe a spendere in shopping i 500 euro piovuti dal cielo (percentuale che cala al 2% quando ad arrivare inaspettatamente sono 10.000 euro). Più del 90% del campione, che si parli di 500 euro o di 10.000 euro, invece decide di metterli da parte, magari dopo essersi tolto qualche sfizio più o meno il 40% in entrambi i casi. Ma di questi sono ancora pochi, sotto il 20%, a prescindere dalla somma ricevuta, a pensare che sia giusto investire. Insomma gli italiani sono prudenti sì, ma non previdenti. Quindi come gestiamo i nostri risparmi? La banca ha sostituito il materasso, nel 50% delle donne e nel 30% degli uomini, ma gli investimenti specie quelli più articolati stentano a rappresentare una scelta per il campione, ma sicuramente la propensione ad investire aumenta con l’aumentare dell’età, perché in quel caso a diminuire è la paura del futuro.

GESTIONE DEL DENARO: IL DIGITALE SORPASSA IL CONTANTE, PREFERISCE IL CASHLESS IL 65% DEGLI ITALIANI

Non si pensa al futuro ma solo all’imminente, tanto è vero che molto spesso i soldi si mettono da parte ma in previsione di un obiettivo preciso a breve termine. Più del 30% del campione pensa all’acquisto programmato, ma a breve termine, in caso di introiti extra. E la mancanza di visione emerge proprio dal modo in cui gli italiani affrontano questo genere di spese, quelle considerate importanti. Il 36% del campione afferma che in caso di disponibilità compra senza pensarci su e il 40% mette via tutta la somma e poi acquista. Anche in questo caso, quindi, un atteggiamento che va verso la prudenza. Ma ancora una volta gli italiani non sanno andare oltre il qui e ora: solo 17% crede sia possibile acquistare subito e predisporre un piano di rientro sul lungo periodo. Un dato interessante? Solo il 7% del campione ricorrerebbe al pagamento “a rate” sfatando un piccolo luogo comune sugli italiani. E questo dato è ancora più interessante perché confermato dalle scelte dei metodi di pagamento: solo il 10% dice di prediligere le carte di credito “per pagare il mese successivo” . Nel complesso preferiscono le transazioni digitali il 65% degli italiani, superando così il vecchio e caro contante.

EDUCAZIONE: NE SAPPIAMO POCO EPPURE CI FIDIAMO SOLO DI NOI

L’assenza di visione denuncia un fenomeno che esce sempre più allo scoperto: la mancanza di educazione finanziaria. Il 50% dei giovani fra il 25 e i 45 anni ammette di non essere mai stato messo al corrente delle scelte finanziarie che venivano prese in famiglia. E davvero non sorprende che messi davanti alla possibilità di dare una “paghetta” ai propri figli lo stesso segmento preferisca non dare una quota fissa (unica soluzione in grado di insegnare a un bambino la gestione del denaro) ma stabilire delle ricompense in base alle esigenze o ai lavoretti svolti in casa. Da sottolineare l’atteggiamento dei millenials, 18-35 anni che nel 40% dei casi preferiscono informarsi da soli e investire in quello che conoscono. Singolare, ma decisamente specchio dei tempi, pur in assenza di una cultura finanziaria solida, sono gli uomini italiani preferiscono nel 50% dei casi investire fidandosi della loro opinione più che di quella di un consulente finanziario professionista. Più umili le donne che continuano ad affidarsi agli esperti almeno nel 50% dei casi.

#SPICCIAMOCI: LA CAMPAGNA SOCIAL DI SENSIBILIZZAZIONE AL RISPARMIO

La ricerca rientra in una più ampia campagna di sensibilizzazione al risparmio sul lungo periodo che vivrà grazie all’iniziativa #Spicciamoci anche su Facebook, Instagram, Twitter e Youtube e coinvolgerà alcuni dei creator digital più interessanti. Parteciperanno a #Spicciamoci Dio e Osho con le loro battute caustiche, Fabio Celenza, il doppiatore diventato una star del web per i suoi monologhi irresistibili, Giacomo Hawkman con le sue interviste sadiche e le esilaranti “ragazze” di Gordon. Gli utenti saranno parte attiva della campagna digital. A loro, infatti, sarà destinata una divertente call to action che li porterà a sfidarsi a colpi di fotografie. Il vincitore sarà solo uno: colui che saprà scattare la più bella foto ricordo alle monete destinate ad andare progressivamente e irrimediabilmente in pensione. Il count-down per gli spiccioli da 1 e 2 cent è già partito, dal 1 gennaio di quest’anno infatti si è fermata loro la produzione.

LA RICERCA: ONLINE SU WWW.GIORNATADELRISPARMIO.IT.

L’intera indagine che fotografa gli italiani alle prese con il denaro – dalla scelta dei metodi di pagamento, alla percezione dei i principi di educazione finanziaria fino al rapporto con il risparmio – sarà scaricabile gratuitamente dal 31 ottobre, 94esima Giornata Mondiale del Risparmio, sul sito www.giornatadelrisparmio.it.

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31 ottobre 2018
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