Terremoto, chiusa la Chiesa dei Servi di Maria di Valdragone - DIRE.it

San Marino

Terremoto, chiusa la Chiesa dei Servi di Maria di Valdragone

SAN MARINO – Sul Titano chiude in via precauzionale la Chiesa dei Servi di Maria di Valdragone, a seguito dello sciame sismico deciso a non interrompersi nel centro Italia.

san-marino-valdragoneIl segretario di Stato con delega al Territorio, Teodoro Lonfernini, a conclusione del monitoraggio condotto dalla Protezione civile sammarinese sui possibili danni agli edifici pubblici “sensibili” in territorio- avviato già nelle scorse settimane, ma accelerato dopo la più recente scossa che ha raggiunto magnitudo 6.5– comunica l’esito delle verifiche condotte da 4 squadre di tecnici sui 14 plessi scolastici, gli asili nido, l’ospedale di Stato e che sta proseguendo in queste ore in chiese, cinema e teatri. “Dall’analisi di oggi siamo tranquilli su tutto il territorio”, rassicura, convocando in via straordinaria la stampa.

“Si è riscontrata solo una circostanza su cui la Protezione civile richiede la chiusura”, puntualizza, indicando la Chiesa di Valdragone, che “già presentava criticità– aggiunge- a seguito dell’ispezione, insieme al responsabile dell’ordine dei frati, si è adottato il procedimento di chiusura già da oggi”. Il segretario ripercorre poi quanto già fatto sul piano delle verifiche da Protezione civile e forze dell’ordine. “Il lavoro è partito in queste ultime due settimane, ma se ne ragionava già a seguito del sisma di agosto, a cui risalgono deliberazioni dell’esecutivo e del Consiglio, per l’istituzione di un gruppo di lavoro condotto dalla Protezione civile per lo studio e l’analisi sul nostro territorio”.

Ribadisce poi che anche dopo la scossa più forte di due giorni fa, registrata nei pressi di Norcia, “non ci sono particolari preoccupazioni”. Ma la stessa chiusura di una chiesa, “è un dato che ci fa pensare e prendere atto- prosegue il segretario di Stato- che il nostro territorio e quelli circostanti sono stati sollecitati, ma non significa che abbiano subito danni”. Nonostante tutto, “non ci deve far allentare l’attenzione su questo fenomeno- sottolinea- ma continuare questo lavoro di controlli e prevenzione”. Valentina Ugolini e Daniela Reffi della Protezione civile spiegano quindi l’attività delle 4 squadre e, in particolare, sulla chiesa chiusa, precisano come la struttura avesse già una problematica di dissesto in atto, non legata unicamente al sisma. “Visto le festività e il possibile flusso in chiesa di molte persone- spiegano- abbiamo valutato di far sospendere l’attività e la sua chiusura a scopo precauzionale“. Quindi il segretario di Stato anticipa che giovedì il gruppo di coordinamento chiamato alle ispezioni relazionerà al congresso di Stato anche “per fare una valutazione altrettanto importante di prospettiva”. Infatti, “il nostro Paese- osserva- non può trovarsi impreparato a quel tipo di necessità”. Lonfenini ricoda come la legge antisismica sammarinese risalga appena al dicembre 2012. Solo da quella data in poi le costruzioni sono state fatte secondo precisi requisiti antisismici moderni.

Non dobbiamo creare allarmismo– puntualizza- ma oggi la maggior parte del territorio non è edificato secondo la normativa antisismica presente, ciò non deve essere motivo di terrore, ma un fattore da cui partire per monitorare tutti gli aspetti e definire una scala di priorità su cui intervenire”. Occasione per iniziare questo percorso sarà la prossima legge di Bilancio, sottolinea, inserendo “in termini di prospettiva triennale o quinquiennale- chiarisce- piani di dotazione economica maggiore al circuito della Protezione civile”. Sarà infatti quell’ufficio chiamato a coordinare le priorità di intervento. E anche di questo si discuterà al tavolo del congresso di Stato.

31 ottobre 2016
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