Vaticano

Terremoto, a Fermo messe celebrate all’aperto

religione_gesu_chiesaMACERATA – Non si arresta il clima di provvisorietà, incertezza e autentico terrore che, da mercoledì, sta mettendo in ginocchio il Centro Italia.

Dopo le ultime, fortissime scosse di ieri, anche l’arcidiocesi di Fermo fa i conti con i disagi e le preoccupanti conseguenze che questo sisma così violento porta con sé. Nella mattinata di ieri, tutti i sacerdoti e i diaconi, per sicurezza, sono stati invitati a celebrare le messe fuori dalle chiese e così ha fatto anche l’arcivescovo Luigi Conti, senza sottrarsi per primo a questo compito e conferendo, all’aperto, il sacramento della confermazione ai ragazzi della parrocchia di san Girolamo.

Impressionante il raccoglimento dimostrato da parte degli stessi giovani e di tutta la comunità in quella che si è rivelata, senza dubbio, una festa particolare. “In una parola- ha affermato Conti- abbiamo incontrato una vera e propria ‘famiglia‘ animata dalla fede. Abbiamo vissuto anche un momento di grandissima apprensione quando uno dei ragazzi rifugiati, ospitati presso il Seminario arcivescovile, per paura del sisma, nella confusione del momento, si è buttato dal balcone. Grazie a Dio senza riportare alcun trauma”.

Un altro motivo di preoccupazione, riferisce la Curia diocesana, riguarda uno dei sacerdoti sopra la cui stanza è crollato il tetto della casa canonica: sebbene l’età sia avanzata, il religioso non ha riportato gravi ferite. Già duramente provata dal terremoto di fine estate, la zona del Fermano, annovera ora lesioni profonde alle abitazioni dei cittadini, agli edifici di culto e, in particolare ai monasteri. Le suore benedettine di Monte San Giusto si sono dovute subito trasferire presso la sede delle loro consorelle di Fermo, mentre le religiose di Amandola si sono aggregate con gli sfollati ospitati in palestra.

Le monache dell’Immacolata di Montegiorgio sono in attesa di trovare una sistemazione alternativa e risultano compromessi i monasteri di Monte San Martino e Santa Vittoria in Matenano. “Purtroppo gli effetti di questo terremoto sono molto ingenti- spiega ancora l’arcivescovo marchigiano- ma la cosa più importante è che non piangiamo le vittime: gli edifici potranno essere ricostruiti. La cosa più importante, ora, è non perdere il senso di comunità, quella comunità cristiana che ci permetterà di affrontare questo momento di sofferenza con la speranza di ritrovare la pace interiore, nonostante la terra continui a tremare. Abbiamo bisogno di affidarci al Signore- conclude- e andare avanti confidando nel suo amore per ciascuno di noi”. (www.agensir.it)

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31 ottobre 2016
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