A Pieve di Cento sabato è ‘Skulasonmania’: geyser dance in 1.000 per Skulason

sculason4BOLOGNA – A Pieve di Cento, in provincia di Bologna, è “Skulasonmania“. Skulason come Ari Freyr Skulason, il giocatore della nazionale islandese celebrato dagli europei di Francia. Questo sabato lo celebreranno in più di mille, tutti con indosso una maglietta celebrativa col suo nome, acclamandolo in perfetto stile nordico con gli “Uhu!” della Geyser dance e naturalmente i tamburi. Ma facciamo un passo indietro: cosa c’entra un calciatore islandese con il paese di Pieve di Cento? E’ presto detto: ‘sculasòn‘, infatti, è un’espressione tipica (e frequentissima) del dialetto di Pieve per esprimere stupore. Suona come “Caspita!”, ma l’origine della parola è decisamente più volgare. E’ un intercalare buono per ogni occasione, che i cittadini di Pieve di Cento usano spessissimo. Ecco dunque il loro stupore (“Sculasòn!”, potremmo dire) quando agli Europei 2016 hanno scoperto che c’era un calciatore dell’Islanda che si chiamava proprio così. Ed ecco perchè lo amano tanto, così tanto da volerlo dichiarare cittadino onorario di Pieve di Cento.

sculason2Dal canto suo Skulason, quello vero, dall’Islanda è lusingato. E con entusiasmo ha aderito all’iniziativa e mandato una foto in cui tutta la famiglia (lui, i suoi tre bambini più la moglie) indossano la maglietta ‘Skulasonmania’, creata appositamente per l’evento di sabato dai suoi fan di Pieve di Cento. E la ‘Skulasonmania’ dilaga. Basta pensare che la pagina facebook da cui tutto è partito (l’amministratore è Alessandro Mlòn Melloni) ha messo insieme 4.500 seguaci in appena un mese e mezzo. E tra i contagiati dalla ‘Skulasonmania’ ci sono anche diversi personaggi radiofonici, televisivi e sportivi hanno deciso di aderire all’iniziativa, non ultima l’argento olimpico di Rio Aleksandra Cotti, pallanuotista del Setterosa. A Pieve, intanto, c’è grande attesa per il flash mob di sabato, che si intitola “Geyser Sound for Ari“.

L’appuntamento per il flash mob di sabato è per le 19.30 e sulla pagina Facebook gli organizzatori danno tutti i dettagli di come si svolgerà. Ai partecipanti, a partire dalle 18.15, verranno distribuite le mascherine con l’elastico raffiguranti la faccia di Skulason, bandierine dell’Islanda per la coreografia e anche adesivi ricordo. Sul palco si posizioneranno i tamburi, i “vikinghi” e anche il sindaco di Pieve di Cento. “Il primo geyser- sono le istruzioni- dovrà essere fatto con le facce di Skulason” attaccate sul volto con l’elastico. Poi, alla fine del primo geyser, “sarà fatto il classico Po! Po! Po! con sventolio di bandiere islandesi”. Al primo geyser ne seguiranno altri due, o anche ulteriori a seconda della ‘carica’ della folla.

La raccomandazione a chi parteciperà è di fare le cose per bene. Ovvero: “Prima del lancio di ogni geyser è necessario che la folla rimanga in religioso silenzio, e che poi ritmi con diligenza e coordinazione il battito di mani e l’urlo Uhu!”. Se qualcuno ha dubbi, sottolineano gli organizzatori, meglio dare un’occhiata al video (di cui mettono link) della grandiosa geyser dance con cui il popolo islandese, nel luglio scorso, ha accolto a Reykjavik la nazionale di ritorno dagli europei. E il link è accompagnato dagli incoraggiamenti: “Guardatelo. Provatelo“. Dopo la geyser dance è prevista una “sorpresa”. I commenti? Sono un susseguirsi infinito di “Sculasòn che flash mob!”, “Sculasòn come sarà bello!” e “Sculasòn ci saremo!“.

https://youtu.be/T9ke9nsrGKE

di Marcella Piretti, giornalista professionista

31 agosto 2016
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