AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

scientificamente - Gli Speciali di DIRE

La ‘nuova Terra’ scoperta da Kepler

Lo hanno soprannominato subito ‘Terra 2.0’, ma per sapere se Kepler 452b è davvero il gemello tanto sognato della nostra Terra bisognerà aspettare. Sappiamo ancora troppo poco dell’ultima scoperta del cacciatore di esopianeti Kepler, che, tuttavia, ha fatto subito il giro del (nostro) mondo liberando la fantasia di chi aspetta con ansia traccia di vita aliena.

L’annuncio della scoperta è arrivato il 23 luglio. La NASA ha comunicato di aver individuato un pianeta e una stella che assomigliano molto alla Terra e al nostro Sole. Ma cosa sappiamo di questo sistema? Innanzitutto, dove si trova: nella nostra Galassia, nella costellazione del Cigno, a 1400 anni luce da noi. Sappiamo che Kepler 452b è grande il 60% in più della nostra Terra e che il suo periodo di rivoluzione è di 385 giorni, un soffio più lungo di quello terrestre. La sua stella di riferimento, invece, è più vecchia di 1,5 miliardi di anni rispetto al nostro Sole. Ha la stessa temperatura, ma è più luminosa del 20% e il suo diametro è del 10% più grande. La distanza tra i nostri presunti gemelli è del 5% maggiore rispetto a quella che divide Terra e Sole. Soprattutto Kepler 452b si colloca nella cosiddetta fascia di abitabilità. Con questa definizione si intende quella zona in cui il corpo celeste che orbita attorno a una stella può ospitare acqua

allo stato liquido sulla sua superficie. Ma questo non basta per entusiasmarsi e credere di aver trovato una Terra-bis, abitata da nostri alter ego. Sono due le caratteristiche di Kepler 452b di cui attualmente non sappiamo nulla. Si tratta di atmosfera e massa. Significa che ancora ignoriamo se il pianeta sia roccioso. Potrebbe anche essere composto principalmente di gas, per esempio. L’atmosfera, per quanto ne sappiamo, potrebbe essere letteralmente irrespirabile. Priva di ossigeno. Questa anziana cugina della Terra, quindi, potrebbe anche non assomigliarle per niente. Oppure sì, ma questo è ancora da verificare.

Intanto, è da aggiornare il catalogo. I quattro anni di caccia da parte di Kepler sono stati molto produttivi. Lo strumento messo a punto dalla NASA ha infatti individuato quasi 5000 oggetti celesti, che potrebbero rivelarsi pianeti. Dodici tra questi corpi individuati hanno un diametro compreso tra una e due volte quello della Terra e orbitano in una zona abitabile. Tra questi sono nove quelli che si abbinano a una stella simile per misura e temperatura al nostro Sole.

“Non c’è nulla di unico nell’Universo”, ha spiegato il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, intervistato da Repubblica.it. “I pianeti come la Terra esistono. Quello che sembra unico è la vita”.

E per trovarne traccia la caccia non si arresta. Una delle perplessità suscitate da Kepler 452b è la sua enorme distanza da noi. Sembra insondabile, quasi impossibile da essere percorsa per studiare il pianeta in maniera adeguata, per capire se c’è o c’è stata la vita. Se così fosse si potrebbe anche considerare la ‘Terra 2.0′ come una cartolina dal futuro, in cui ci viene mostrato il nostro destino. Ma non c’è da scoraggiarsi. Quello che sembra impossibile oggi, domani diventerà del tutto normale, e magari percorrere una distanza che ora sembra così abissale diventerà una pratica di routine. Un po’ come è ora prendere un aereo per arrivare in America: poco più di 500 anni fa non si conosceva neanche l’esistenza di questo continente.

Quindi se per ora non abbiamo ancora incontrato nessun ET, questo non significa che non potrebbe accadere presto. In fondo vent’anni fa nemmeno avevamo iniziato la caccia ai ‘nuovi’ pianeti.

Le news di questa settimana

NESPOLI, PROSSIMO ITALIANO IN ORBITA

Sarà Paolo Nespoli il prossimo astronauta italiano a mettere piede sulla Stazione spaziale internazionale. L’annuncio ufficiale è avvenuto nella sede dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) alla presenza del presidente Roberto Battiston e di Frank de Winne, direttore dello European astronaut centre dell’Esa. Nespoli partirà nel maggio 2017 a bordo di una navetta Soyuz, nell’ambito della missione Expedition 52/53. Sarà la terza volta per l’italiano in forza all’Agenzia spaziale europea. Nespoli, infatti, è già stato sulla Iss nel 2007 con il ruolo di specialista di missione viaggiando a bordo dello shuttle Discovery e nel 2010 nell’equipaggio della Expedition 26/27, missione di lunga durata sulla stazione orbitante.

Stavolta la sua permanenza a 400 chilometri dalla Terra durerà circa 6 mesi. E come nel 2010 raggiungerà la Stazione spaziale internazionale come detto a bordo di una navetta Soyuz.

ROSETTA SI PREPARA AL PERIELIO

Il countdown è iniziato per un altro atto storico della missione Rosetta dell’Esa. La sonda, che viaggia di pari passo con la cometa 67P Churyumov Gerasimenko, si sta avvicinando al Sole, con cui avrà luogo un rendez vous quantomai ravvicinato il 13 agosto. In quella data Rosetta e la cometa si troveranno a 186 milioni di chilometri dalla nostra stella. Quello del perielio è un momento campale nella vita di una cometa e di questa cometa in particolare, perché è la prima volta che gli occhi dell’uomo possono seguire l’evento. Seguire il momento di massima vicinanza al Sole permette di capire come si evolve lo stato del nucleo e come cambia l’attività della cometa e il plasma circostante nell’anno successivo. Quella di Rosetta è una missione che ha ancora tanta strada da fare

IL CIELO DI AGOSTO

L’estate è la stagione prediletta da tutti gli amanti del cielo per stare con il naso all’insù ad ammirare le stelle. Gli eventi celesti più importanti del mese di agosto sono legati al passaggio delle Perseidi, atteso per la notte tra il 12 e il 13 del mese. ‘Cadranno’ circa 100 meteore ogni ora. Attenzione, però: la Luna crescente potrebbe disturbare la visione del cielo durante le prime ore. Se volete vedere le stelle cadenti alzate gli occhi al cielo dalle 23 in poi. Le meteore derivano dai detriti lasciati dietro di sé dalla cometa 109P/Swift-Tuttle e saranno visibili nell’intero periodo compreso tra il 17 luglio e il 24 agosto

L’EQUIPAGGIO DELLA ISS E’ DI NUOVO AL COMPLETO

Sulla Stazione spaziale internazionale sono di nuovo in sei: lo scorso 23 luglio Kjell Lindgren, Oleg Kononenko e Kimiya Yui sono partiti da Baikonour per attraccare sei ore dopo sul laboratorio orbitante più grande mai costruito nello Spazio. A bordo saranno in sei fino a settembre, quando si registrerà una sorta di sovraffollamento dovuto all’arrivo di altri tre astronauti. Per dieci giorni l’equipaggio sarà composto da nove persone. Tra loro ce ne saranno due che prendono parte a una missione di lunga durata, che li terrà a bordo della ISS per quasi un anno. La novità dell’ Expedition 44 sarà che per la prima volta i suoi membri si nutriranno di cibo cresciuto nello Spazio, grazie a un esperimento di bordo.

31 luglio 2015

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE
facebooktwitteryoutubelinkedIn instagram