Governo. La svolta? A Montecitorio corre voce di una telefonata…

ROMA – Ma come si e’ determinata la svolta nella nascita del governo gialloverde? In ambienti parlamentari si attribuisce il potere ‘salvifico’ a una telefonata giunta alla Lega da ambienti che fanno capo alle autorita’ bancarie comunitarie.

La notizia, non confermata ma che circola tra i gruppi parlamentari di maggioranza, conterrebbe anche una sorta di scadenza temporale: due mesi, questo il lasso di tempo prima di possibili serie ripercussioni della crisi infinita del governo italiano sul sistema bancario nazionale.

Questo tipo di considerazioni spiegano fonti parlamentari, avrebbe convinto Matteo Salvini, l’uomo che ha avuto la golden share della fase finale della trattativa, a cambiare idea sulla inamovibilita’ di Paolo Savona. Fino a tutto ieri mattina, il leader della Lega aveva difeso a spada tratta l’economista euroscettico. “Non sara’ la Merkel a dirmi chi puo’ fare o no il ministro”, diceva Salvini nei comizi in Liguria.

In serata, dopo la proposta suggerita a Luigi Di Maio in seguito alla visita al Quirinale, la svolta: Savona alla guida di un altro dicastero e al suo posto a via XX settembre un collega che non potesse essere accusato di coltivare, magari in gran segreto, piani di uscita dall’euro.

In un primo momento era stato fatto ventilare il nome di Pierluigi Ciocca, il cui profilo e’ stato giudicato pero’ troppo europeista dalla Lega. Ciocca tra l’altro e’ stato nell’e’quipe che insieme a Draghi ha definito il tasso di cambio lira-euro.

Piu’ consona invece la figura di accademico e studioso di Giovanni Tria, economista critico con la gestione dell’euro, ma saldamente convinto che si possa riformare la moneta comune dall’interno. Un prof considerato peraltro vicino a Forza Italia e a Silvio Berlusconi.

31 maggio 2018
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