Vaccini, Villani (Sip): “Obbligo è vincente, l’Europa apprezza l’Italia”

ROMA – Nel corso del più importante congresso europeo d’infettivologia pediatrica dell’European Society for Pediatric Infection Disease (ESPID), in programma fino al 2 giugno nella città di Malmo (Svezia), “si è svolto un interessante confronto tra le posizioni ‘pro’ e quelle ‘contro’ l’obbligo vaccinale. Prima del confronto il 55,36% degli esperti presenti in sala non era favorevole all’obbligo vaccinale, mentre alla fine la stragrande maggioranza ha modificato la sua opinione con un 61,54% a favore ed un 38,46% contrario all’obbligo vaccinale”. Lo fa sapere alla Dire Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip).

Le posizioni ‘pro’ hanno vinto “perché è stato dimostrato che in particolari contesti culturali il rischio che la mancata conoscenza e una scorretta informazione possano agire in maniera molto negativa è talmente forte da rendersi conto- prosegue Villani- che l’obbligo vaccinale ci ha dato la possibilità di parlare con i genitori. Una volta che i genitori ricevono le corrette informazioni – e non le mistificazioni di chi in malafede vuole dare informazioni scorrette per finalità che certamente non sono collegate alla salute – le persone si vaccinano. Chiaramente- ribadisce il presidente della Sip- l’obbligo vaccinale si è rivelato essere una norma che ora viene imitata e seguita in tutta Europa. Un successo della sanità italiana”.

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In Italia siamo arrivati in pochissimi mesi a colmare delle lacune generate in anni

Ultimamente “si è sollevata in Italia una polemica sulle vaccinazioni. Ci ritroviamo a pochi mesi dall’introduzione dell’obbligo e tra mille difficoltà – con un impegno straordinario da parte sia dei centri vaccinali che dei medici del territorio e ospedalieri – siamo arrivati in pochissimi mesi a colmare delle lacune generate in anni. Questo lavoro- ricorda Villani alla Dire- ha consentito di raggiungere nuovamente dei livelli di copertura vaccinale adeguati a un paese civile. Ancora più interessante è che questo modello è stato immediatamente ripreso dalla Francia, che ha introdotto dal 1 gennaio 2018 l’obbligo per 11 vaccini e non per 10″.

L’Europa guarda l’Italia con interesse e apprezzamento. Quando si parla di salute pubblica è bene che ci si assuma delle responsabilità nei confronti dei cittadini, ma soprattutto della tutela della loro salute, che nel nostro paese è un diritto costituzionalmente garantito”. L’obbligo dei vaccini “ha portato al raggiungimento in quasi tutta l’Italia, tranne piccolissime aree, ad un’adeguata copertura vaccinale. Questo significa che per tutte le 10 vaccinazioni previste stiamo ben al di sopra del 90%, e in molte realtà sopra il 94-95%”.

La Sip continuerà ad operare con costanza e attenzione

“È molto importante raggiungere una cultura sanitaria e vaccinarle tale da non correre il rischio che poi la disinformazione prevalga. Dobbiamo fare una corretta informazione perché dinanzi ad un’informazione corretta l’obbligo verrà sicuramente meno. Probabilmente- sottolinea Villani- tra qualche anno non ne avremo più bisogno nemmeno in Italia, ma era importante in questo momento raggiungere la popolazione e comunicare il valore delle vaccinazioni”.

Al 74esimo congresso nazionale della Sip, a Roma dal 12 al 16 giugno, sarà dato ampio spazio alle vaccinazioni: “Ci sarà per la seconda volta nei congressi Sip anche uno spazio in cui gli stessi operatori sanitari si potranno vaccinare. Inoltre, è stato organizzato sia un corso dedicato alle vaccinazioni che due sessioni sull’importanza delle vaccinazioni e- conclude il presidente Villani- su quello che è l’attuale punto culturale e scientifico su tali temi”.

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31 maggio 2018
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