VIDEO | Diritti, le attiviste panafricane alla ‘Dire’: “Il futuro è donna”

Nella sede dell'agenzia Dire l'incontro 'Africa, donne, futuro - Storie ed esperienze che segneranno il destino del continente' per "parlare delle protagoniste del cambiamento" che ci sono in Africa
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ROMA – Da Candace, mitica regina di Nubia che fermò l’Impero romano, a Leymah Gbowee, che animando un movimento civico ha contribuito alla pace nella sua Liberia: sono alcune delle storie e delle esperienze che hanno ispirato l’incontro ‘Africa, donne, futuro – Storie ed esperienze che segneranno il destino del continente‘ che si è tenuto ieri nella sede dell’agenzia ‘Dire’.   Secondo Manuella Penda, presidente dell’associazione delle Donne panafricane nella diaspora e organizzatrice dell’incontro, “le donne sono la potenza dell’Africa ed è su di loro, e sulla loro dignità, che bisogna puntare per costruire il futuro del continente“. Un’esigenza rilanciata da Suzanne Diku, ginecologa, animatrice della Rete della diaspora nera africana (Redani). “Il futuro è delle protagoniste del cambiamento, delle donne che non stanno a guardare, in Africa e in Europa, come suor Elisa Kidanè, Rebecca Masika, Leymah Gbowee o Cecile Kyenge”.

Figure differenti, religiose, attiviste, vittime ma capaci di prendere in mano il proprio destino. Una caratteristica che le accomuna a “Kandaka”, in latino Candace, la regina nubiana protagonista dell’ultima graphic novel di Byong Djehuty. Camerunense e francese, scrittore e fumettista, ospite della ‘Dire’, L’ultimo lavoro del fumettista nasce proprio dalla “voglia di denunciare l’imperialismo e di scoprire la storia di una grande donna che impedì la colonizzazione dell’Africa subsahariana”.

Di libertà, dignità e futuro hanno parlato oggi anche Talia Loemba-Bouity, scrittore e poeta congolese, e Sabina Caligiani, giornalista attenta alle tematiche di genere.

E il futuro comincia adesso, ha ammonito Penda, annunciando un’iniziativa di solidarietà delle Donne panafricane: una raccolta fondi, al via la prossima settimana, in favore delle comunità di Beira e in genere delle popolazioni del Mozambico colpite dal ciclone Idai.

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DIKU (REDANI): CON AFRICANE PROTAGONISTE CAMBIAMENTO

“Anche a sud del Sahara ci sono luci e ombre ma io voglio soffermarmi sulle protagoniste del cambiamento, che confermano come oggi l’Africa rappresenti il futuro” ha detto ieri Suzanne Diku, ginecologo e attivista, presidente della Rete della diaspora africana nera in Italia (Redani).

“E’ un continente ferito e queste ferite sono anche sul corpo della donna, con le mutilazioni genitali, la tratta e la violenza delle nostre società; allo stesso tempo, è una terra di grande ricchezza, soprattutto per la resilienza del suo popolo”.

Secondo la presidente di Redani, “le protagoniste sono sia nelle diaspore in Europa o in Nord America che a sud del Sahara e sono quelle persone che con la loro vita, attraverso il lavoro e l’impegno, provocano un cambiamento nel contesto di vita”. Diku ha portato alcuni esempi: suor Elisa Kidané, missionaria di origine eritrea, direttrice in Italia della rivista ‘Combonifem’ e poetessa; Rebecca Masika, simbolo della lotta contro gli stupri arma di guerra in Congo, che dopo aver subito violenze ha creato un villaggio per accogliere le vittime come lei; Cecile Kyenge, ex segretario di Redani spinta a impegnarsi in politica “per tentare di far cambiare le cose da dentro le istituzioni, sporcandosi le mani e pagando il suo impegno con attacchi senza misura”; Leymah Gbowee, che con il movimento civile Women of Liberia Mass Action for Peace ha contribuito alla fine della guerra civile nel suo Paese.

DJEHUTY (FUMETTISTA): OMAGGIO ALL’AFRICA ANTI-IMPERIALISTA

“È la donna storicamente a trasmettere i valori nelle società africane ed è storicamente una donna, Candace, la prima eroina della lotta contro l’imperialismo“: lo ha sottolineato ieri Byong Djehuty, camerunense e francese, scrittore e fumettista, autore da ultimo di una graphic novel dedicata alla regina nubiana che combattè i romani.

“Candace è una delle pochissime figure che hanno sconfitto i romani in battaglia costringendoli a un trattato che andava a favore del suo regno e non degli aggressori” ha sottolineato Djehuty. Il suo ultimo lavoro, ‘Kandaka‘, nasce appunto dalla “voglia di denunciare l’imperialismo e di scoprire la storia di una grande donna che impedì la colonizzazione dell’Africa subsahariana”.

Candace promosse una spedizione contro l’Egitto, al tempo del prefetto Petronio, al tempo dell’imperatore Augusto, nel 25 avanti Cristo, riuscendo a far esentare la Nubia dal tributo a cui era stata costretta. 

 

PENDA (ASSOCIAZIONE PANAFRICANE): RIPARTIAMO DALLE DONNE

“Le donne sono la potenza dell’Africa ed è su di loro, e sulla loro dignità, che bisogna puntare per costruire il futuro del continente”: lo ha detto ieri Manuella Penda, presidente dell’associazione Donne panafricane nella diaspora.

Secondo Penda, la premessa di ogni impegno deve essere necessariamente il rispetto, anche in Europa e in Italia. “Anche in questo Paese la donna africana ha molto sofferto” ha sottolineato la presidente: “Basti ricordare che la prima associazione nata in Italia, nel 1996, si chiamava ‘Per l’onore della donna nera’”.

Secondo Penda, “oggi abbiamo medici, professionisti e c’è un’altra visione, ma l’impegno va rilanciato, qui e in Africa”. A sud del Sahara, ha evidenziato la presidente, “le donne sono sempre state e restano il cuore non solo della vita familiare ma anche dell’economia”.

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31 Marzo 2019
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