Nuovo codice appalti, le proposte di Confcooperative VIDEO - DIRE.it

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Nuovo codice appalti, le proposte di Confcooperative VIDEO

ROMA  –  Il presidente Anac, Raffaele Cantone, arrivando a un convegno di Confcooperative fa il punto sul debutto del nuovo codice appalti.

“L’applicazione del nuovo codice degli appalti va valutato in un tempo non inferiore a un anno- spiega-. Come ogni strumento nuovo ha dei tempi fisiologici, è impossibile pensare che abbia effetti in tempi brevi”.

“Il codice- prosegue- potrà funzionare solo se ci sarà la collaborazione di tutti gli operatori. Siamo passati da una fase di grande entusiasmo a una di eccesso di depressione. Diamo il tempo sufficiente“.

MILANESE: ASSISTENZA NON SIA LEGATA AD APPALTI – Nella sanità occorre slegare la gara d’appalto dall’assistenza perchè vanno tutelate le persone. I servizi devono essere garantiti da “criteri di autorizzazione e accreditamento”. E’ la proposta che Giuseppe Milanese, presidente di FederazioneSanità di Confcooperative, ha lanciato nel corso di un convegno nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio alla presenza del presidente Anac, Raffaele Cantone. “Tutta la parte assistenziale non c’entra niente con gli appalti- spiega- desidereremmo che l’assistenza ai cittadini italiani fosse basata su criteri di autorizzazione e accreditamento”. Questo perchè “un cittadino assistito in casa o nelle residenze non può veder cambiare il suo assistente in base a una gara d’appalto. Quindi c’è bisogno di regole europee, negli altri paesi sono già in vigore, che prevedono una serie di erogatori che vengono autorizzati e accreditati e che competono per qualità nei confronti dei cittadini”. Per quanto riguarda il nuovo Codice, Milanese sottolinea: “Siamo molto contenti che si cominci a mettere mano a queste regole, perchè gli appalti in Italia sono un fatto fondamentale su cui le regole del gioco vanno riscritte e questo mi pare un tentativo ben riuscito”.

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GARDINI: “CODICE CANTONE SEMPLIFICA APPALTI” – “In questi anni abbiamo lavorato molto perchè si cambiasse pagina, la normativa precedente sugli appalti ha generato nel paese patologie e tanta corruzione. Soprattutto non ha fatto capire al paese che l’appalto è anche uno sviluppo. Con questa nuova normativa arriva innanzitutto una semplificazione, si passa da 700 articoli a 200”. Lo dice Maurizio Gardini, presidente Confcooperative, intervistato dalla Dire nel corso del convegno. “Questo è un primo grande elemento di semplificazione perché nella burocrazia si annidava il fatto che ogni singolo ente appaltante, ogni istituzione potesse irrigidire e creare sacche dove si poteva annidare il malaffare”, sottolinea. Nel nuovo Codice c’è “il riconoscimento dell’offerta economicamente più vantaggiosa e il definitivo superamento del massimo ribasso che è una norma che ha alimentato una stagione che abbiamo voluto eliminare definitivamente”. Gardini, infine, ricorda anche che adesso le “piccole e medie imprese sono riconosciute e salvaguardate nella normativa”.

STRONATI: “REGOLE CERTE AIUTANO LE IMPRESE” –  “Era ora che ci fosse un nuovo codice per gli appalti, che recepisse la direttiva europea e fosse semplice e fruibile per le imprese”. Lo dice Massimo Stronati, presidente Federlavoro e servizi Confcooperative, intervistato dalla Dire. “C’è bisogno di regolamentare perchè il mercato degli appalti è un mercato particolare, dove purtroppo c’è tanta deregulation, dove c’è un dumping sociale per i lavoratori che è evidente e dove ci sono troppi ribassi”, insite. Quella di Cantone è “una legge che opera su questo ed è necessaria, siamo contenti che si vada avanti nel rispetto delle imprese perchè far bene gli appalti, vincere una gara è sempre più difficile anche per la crisi economica”. Stronati sottolinea: “Se noi lavoriamo con regole certe riusciamo anche a dar di più, a far crescere il pil. Le stazioni appaltanti vanno ridotte? Va bene, ma bisogna vigilare perché ci sia efficienza che vuol dire meno sprechi e sburocratizzazione, sembrano slogan ma sono vere necessità”, conclude.

FERRARIS A CANTONE: “SIA AUTORITÀ PER IL MERITO” – “Lo dico come concetto culturale di fondo, perché non passare da un concetto negativo ‘anticorruzione'” a uno positivo come “autorità per il merito e la trasparenza?”. Così Andrea Ferraris, presidente di Federcultura Confcooperative, intervistato dalla Dire, si rivolge al presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, chiedendogli di cambiare nome all’Authority. “La corruzione, le vie poco legali, le scorciatoie sempre più diffuse vanno combattute e sono un fiero sostenitore di questo”, continua Ferraris a margine di un convegno nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio. “Credo di poter sostenere che soltanto con un controllo di tipo negativo e non con una premialità, un aiuto alle imprese che si comportano correttamente in maniera duratura nel tempo- sottolinea- non si riesca a ottenere quel risultato atteso da anni”. E cioè che “dopo 25 anni da Tangentopoli siamo di nuovo a combattere la corruzione, purtroppo endemica e peggiorata e su questo sono d’accordo con Cantone”. Secondo il presidente di Federcultura “bisognerebbe guardare a quelle imprese che si sono comportate positivamente in questi 25 anni e trovare forme di premialità e facilitazione per dare loro quel briciolo di competitività in più per sconfiggere quelle imprese che invece usano scorciatoie e metodi illegali”.

31 marzo 2016
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