Francia, trovata testa di maiale davanti alla casa dell'ambasciatore del Marocco - DIRE.it

Mondo

Francia, trovata testa di maiale davanti alla casa dell’ambasciatore del Marocco

bandiera-marocco

Questa mattina presto due teste di maiale sono state trovate conficcate tra le sbarre dell’inferriata che circonda la residenza dell’ambasciatore del Marocco in Francia, nella localita’ di Neuilly-sur-Seine, poco distante da Parigi. L’ambasciata ha immediatamente denunciato il fatto alle autorita’ francesi. “Non conosciamo affatto le motivazioni degli autori di questo gesto. Spetta alle autorita’ francesi portarle alla luce” ha replicato un membro dell’ambasciata, raggiunto dalla stampa internazionale. Si sospetta tuttavia la pista dell’intolleranza religiosa: non e’ la prima volta che in Francia ignoti lascino la testa o parti del corpo di questo animale nei pressi di luoghi che hanno a che fare con le comunita’ musulmana o ebraica, poiche’ entrambe queste religioni considerano il maiale impuro, e si astengono dal mangiarne la carne o entrarci in contatto. il primo dicembre del 2015 una testa e’ stata trovata all’ingresso di una sala di preghiera a Ecquevilly a 40 chilometri a ovest di Parigi, Nel 2013 tre giovani avevano deposto ancora la testa dell’animale e alcune orecchie recise davanti alla mosche adi Besancon.

Il presidente del Consiglio francese per il culto musulmano (Cfcm) e dell’Unione dei musulmani di Francia (Rmf) Anouar Kbibech, ha espresso forte la sua denuncia contro questo gesto: “Il fatto di prendersela con la residenza dell’ambasciatore del Marocco dimostra che e’ stata raggiunta una nuova tappa nella provocazione. Questa nuova profanazione- ha aggiunto, secondo quanto riporta la stampa internazionale- colpisce la rappresentanza diplomatica di un paese amico della Francia, impegnato allo stesso titolo nella lotta contro il terrorismo”. E ha concluso definendo l’atto “una provocazione insopportabile”.

31 marzo 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»