Giro (Maeci): “La cooperazione è un ‘erasmus’ globale”

Mario-Giro

ROMA – “L’Europa è il primo donatore mondiale” così il viceministro degli Esteri, Mario Giro, durante il suo intervento nell’ambito dell’evento conclusivo dell’Anno Europeo per lo Sviluppo, oggi al Liceo Augusto di Roma. “Ci dobbiamo porre la domanda: La cooperazione serve oppure è lusso, buonismo di ritorno, qualcosa da fare per sentirsi la coscienza a posto?“. Per Giro si tratta di “un viaggio nell’umano, un’esperienza che serve sia a chi la fa che a chi la riceve, e serve a non avere paura. A volte, per certi fenomeni di violenza di crisi, siamo preoccupati, ma non dobbiamo avere paura. La sfida di oggi dobbiamo affrontarla anche cooperando, perché cooperare significa diventare amici. La prima cooperazione è iniziare da se stessi, uscire dal proprio mondo per capire altri mondi. Cooperare aumenta la sicurezza, scoprire chi sei negli occhi degli altri. Ma la prima cosa è non avere paura”.

“Con tutti i suoi difetti, la scuola italiana -ha sottolineato il viceministro- è guardata come modello da tutti i Paesi del mondo”. L’immigrazione, ha aggiunto, non è “malattia acuta” ma “fatto storico: 20 milioni di italiani sono emigrati tra ‘800 e ‘900. L’Italia ha la seconda diaspora mondiale dopo la Cina. E’ un po’ nei nostri cromosomi, siamo gente che si sposta”. Oggi, ha ricordato ancora Giro, “ci si sposta per tanti motivi, oggi anche ambientali, non solo per guerre e crisi. Quando vediamo chi arriva sulle nostre coste ci spaventiamo, ma tanti si spostano anche in altri Paesi, per esempio dentro l’Africa”. “Creare nuovi spazi di umanità”, come la scuola, è una necessità per il nostro presente, “perché dove tu lasci il vuoto nascono mostri”. Giro evoca poi la generazione Erasmus: “in fondo- dice- la cooperazione è un Erasmus Globale”. E conclude: “Abbiamo le risposte, ma dobbiamo crederci”.

31 Mar 2016
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