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Turismo, la Riviera tiene e l’arte fa boom. In Emilia-Romagna si sfiorano i 50 mln di presenze

BOLOGNA – In tutto si è arrivati a 48,2 milioni di presenze (le notti realmente consumate dai turisti), pari a oltre un milione in più rispetto al (già buono) 2015, e a 10,2 milioni di arrivi. Ma, se si considera il nuovo comparto introdotto nella rilevazione 2016, ovvero quello delle località che non rientrano nei prodotti turistici tradizionali (dalla terra della ceramica al Ravenna Festival e al festival Verdi), si giunge a 52 milioni di presenze e a 11,7 milioni di arrivi. La giunta Bonaccini parla di “numeri da record” con riferimento al dato consuntivo per il turismo del 2016, illustrato oggi in conferenza stampa in Regione. Così, se fino a tre anni fa il turismo valeva l’8,6% del pil regionale, adesso ci si avvicina al 10%. Infatti, nel 2016 crescono sia la clientela nazionale (+2,4% gli arrivi e +1,9% le presenze) sia quella internazionale (+1,3% e +2,7%), in un anno dove la primavera ma anche l’inizio dell’estate hanno riservato alcuni weekend di pioggia.

Sugli stranieri, riemerge un buon trend attorno ai tedeschi e in generale l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini ‘vede’ l’obiettivo di legislatura pari al 30% di tasso di internazionalizzazione per l’Emilia-Romagna, al momento al 27,5%. Nel dettaglio del 2016, segno più per la riviera (+2,4% gli arrivi e +1,4% le presenze) e decisamente per le città d’arte (+4% e +8,2%), senza dimenticare l’Appennino in recupero (+2,6% e +4,5%). Tra i nuovi prodotti, la “ceramic land” centrata su Sassuolo, Faenza e Imola riscontra un +2,1% sia per gli arrivi sia per le presenze. Senza dimenticare, rileva il governatore Stefano Bonaccini, eventi come il prossimo concerto di Vasco Rossi a Modena per i suoi 40 anni di carriera al quale sono attesi 200.000 spettatori, “con decine di migliaia di persone che dormiranno nei luoghi vicini: fai presto a fare grandi numeri così…”.

Tutti i dati illustrati oggi in Regione vengono forniti dall’osservatorio particolare di Unioncamere Emilia-Romagna (metodologia Trademark), tramite un panel di oltre 3.000 operatori di tutti i comparti, incluso il traffico autostradale, anche se tuttora l’Istat non rileva i flussi della sharing economy e delle altre forme alternative di alloggio, in realtà significative da anni. Ma non si lavora solo sulla promozione sul “software”, per dirla con Corsini: “Operiamo anche sull’hardware. Il bando regionale sulla riqualificazione degli alberghi, con 15 milioni anche per i musei d’impresa, scade il 28 febbraio, mentre qualche settimana fa abbiamo chiuso quello da 32 milioni sui beni culturali e ambientali”. Sull’Appennino, invece, è stato perfezionato un accordo con la Toscana e il Governo per il rilancio del tratto tosco-emiliano: “Porterà alla nostra regione 10 milioni per la riqualificazione, revisione delle stazioni sciistiche in primis. Si tratta di un patto storico per la nostra montagna, con investimenti e non spese per la promozione”, rimarca Corsini, segnalando che per i prossimi anni ci saranno 16 milioni a disposizione della montagna bianca. Ma a tutta la giunta preme in particolare il gancio, oltre ai progetti culturali come Mutina in Emilia e di chance balneari per le famiglie, degli eventi sportivi più o meno imminenti in Emilia-Romagna per il loro “indotto significativo”, dal Giro d’Italia under 23 agli Europei di calcio under 21 passando per i triatleti “Ironman” a Cervia.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

31 gennaio 2017

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