Emilia Romagna

Rockin 1000 da record, ecco i segreti dell’evento 2015

‘Il rock and roll non potrà morire mai’, cantava Neil Young in Hey Hey, My My (Into the Black) nel 1979. Non morirà mai perché non tutti la pensano come i Coldplay (“Ci pare che il rock sia finito”), non morirà mai finché ci saranno persone come Fabio Zaffagnini e altri 999 appassionati di musica, tra cantanti e musicisti, capaci di creare il più grande appello della storia del rock, l’evento ‘Rockin’1000’ andato in scena a luglio a Cesena, che ha messo insieme, da luglio a fine dicembre, oltre 28milioni di visualizzazioni. Il video è ovviamente quello della canzone ‘Learn to Fly’ (https://www.youtube.com/watch?v=JozAmXo2bDE) dei Foo Fighters di Dave Grohl.

Era una calda domenica di luglio di quest’anno, era il 26, quando 1.000 musicisti, compreso l’ideatore Fabio, provenienti da tutta Italia si sono ritrovati al Parco ippodromo di Cesena per la realizzazione del video. Da un palco allestito a cinque metri di altezza, il maestro Marco Sabiu ha diretto i mille artisti. Dopo una mattinata passata ognuno a sistemare il proprio strumento sono cominciate le prove vere e proprie. Primi all’appello, i batteristi. E l’entusiasmo dei mille e’ subito schizzato, quando si e’ visto che i primi colpi di bacchetta erano sincronizzati tra loro e a tempo con la canzone.

“La mattinata l’abbiamo dedicata tutta per organizzare l’arrivo delle persone- ricorda all’agenzia DIRE proprio Fabio Zaffagnini- Poi abbiamo posizionato tutti in un punto preciso. Poi si è lavorato sul montaggio degli strumenti, il collegamento della corrente. E da dopo pranzo sono iniziate le prove, divise per ogni strumento”. Fino a quella domenica “non ho avuto il tempo di realizzare quello che stava succedendo, e forse neanche subito dopo”. Un grosso aiuto è arrivato dalla qualità e dal lavoro dei musicisti coinvolti. E soprattutto da alcuni in particolare…: “Sono stati tutti bravi e preparati. Due prove sono state perfette, due prove e sei ciack. La cosa più difficile sarebbe stata quella di sincronizzare i batteristi. Far suonare 250 batterie in contemporanea era il punto di domanda. Quando si è capito che andava bene, tutto sarebbe andato di conseguenza”. Il 26 le riprese, il 30 la pubblicazione sul web: “Da quella sera abbiamo lavorato per 4 giorni ininterrottamente, giorno e notte, per montare il materiale e farlo uscire il 30 luglio”.

Un passo indietro lungo un anno. Come può nascere l’idea di organizzare un evento simile? Mille persone tutte insieme che chiedono (e convincono) ad una band di successo che si trova dall’altra parte dell’oceano di venire a suonare in una città di provincia? C’entrano Jack Black, i Led Zeppelin e ‘School of rock’ del 2011: “Nel film c’è la scena in cui Jack Black fa una richiesta” insieme a 1.000 persone per chiedere ai Led Zeppelin di far utilizzare la canzone Immigrant Song per il film. “E io il numero 1.000 ce l’ho avuto in testa per 10 anni, senza una forma, quando l’ho collegato a loro. Ho pensato al tributo, al più grande, con 1.000 persone insieme contemporaneamente. Ho messo in piedi un team di amici, di grandi professionisti, con talento. C’era un esperto di eventi, un fonico, un responsabile del commerciale e abbiamo pianificato il lavoro. Ci abbiamo lavorato più di un anno, il risultato ha ampiamente superato ogni aspettativa”.

Perché i Foo Fighters, perché Learn to Fly? “Un giorno ero in macchina, stavo andando al lavoro- ricorda ancora Fabio- Ho pensato che sarebbe stato bello vedere i Foo Fighters a Cesena”. Bisognava però fare qualcosa, “una cosa pazza, in condizioni normali non avrebbero mai fatto qualcosa del genere”, non sarebbero forse mai venuti a suonare poi effettivamente a Cesena come successo il 3 novembre.

Portare Dave Grohl e compagni a Cesena è costato “un sacco di lavoro, trovare i musicisti, selezionarli, formarli. E poi la comunicazione sui social, la raccolta fondi e con un gruppo base di appena 7 persone. Il giorno di Rockin 1000 c’erano 120 persone impegnate, volontari compresi. Abbiamo allestito un set cinematografo, utilizzato un drone. Solo 4 persone hanno visionato migliaia di video di musicisti interessati e diviso le persone in idonee e non, in bravi musicisti e medi. Ogni persona ha poi avuto un tutorial, una pagina web personalizzata. E poi anche una piattaforma di car sharing per agevolarli negli spostamenti. Un lavoro mostruoso. Tentennamenti e voglia di lasciare? Mai”.

Oltre 28milioni di visualizzazioni su Youtube, il video più visto in Italia di tutto il 2015. Pure di complimenti ne saranno arrivati una marea: “Sì, tantissimi- dice ancora divertito e orgoglioso Fabio- Quello più bello? Forse non uno in particolare, forse il fatto di aver ricevuto lettere di ringraziamenti di persone che hanno detto di vedere il video per caricarsi. Che sia una fonte di carica ed entusiasmo è la cosa più bella che potessi pensare di fare. Pensavamo solo a l’obiettivo di fare una cosa folle, di divertirsi e capire cosa sarebbe successo dopo”.

Ventiquattro ore dopo la pubblicazione del video, il 31 luglio, sul web, sulla pagina Facebook dei Foo Fighters, è apparso il videoringraziamento di Dave ‘Davide’ Grohl e in italiano: “Questo video, ma che bello… Cesena ci vediamo presto”, alcune delle parole in italiano del cantante. “Ero al lavoro quando è uscito il video. Pensavo fosse un sosia- racconta divertito- Quando l’ho visto non ci potevo credere. Ero in un tale stato…Ero travolto da quello che stava succedendo. In quei giorni Facebook è come impazzito, mi hanno postato il video e l’ho visto qualche minuto dopo. Incredibile. È stato tutto così intenso che non è che fossi particolarmente emozionato ma ero contento, incredulo”. Dopo un primo incontro ad agosto al festival Stopover di Walla Walla negli Stati Uniti, l’ideatore di Rockin 1.000 ha incontrato la band prima del concerto di Cesena: “Sono tutte persone tranquille, dopo pochi secondi era come se fossimo tra amici. Abbiamo ragionato anche su quello che sarebbe stato il concerto di Cesena. È stato divertente, tutto come speravo.  Sono rock star planetarie e hanno avuto un atteggiamento rilassato con noi, è stato bello”.

Ora, a ridosso del 2016, il pensiero va al futuro e a progetti che pian piano stanno prendendo forma nella mente di Fabio Zaffagnini: “Proviamo a fare qualcosa a New York, ma non è facile. Faremo sì qualcosa in Italia l’anno prossimo, ma sarà diverso. Fare un appello ad un’altra band non ha senso. Il primo ha avuto un impatto talmente alto che tutto quello che dovessimo fare sarebbe meno impattante. Ma in testa c’è qualcosa di molto ambizioso”. Più in generale “vorrei organizzare eventi in tutto il mondo, creare community di musicisti e promuovere la musica che amo, il rock”. Ecco perché “il rock non morirà mai”.

30 dicembre 2015
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