Farmaci contraffatti, è allarme per quelli contaminati

Al congresso Sifo il punto sui rischi della contraffazione: un mercato che vale più di 200 miliardi di dollari l’anno

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NAPOLI – Sicurezza degli ospedali e delle farmacie ospedaliere ma anche intese tra Stati per potenziare la lotta all’importazione illegale e al commercio di farmaci rubati. Il tema, da anni centrale per la comunità scientifica, non poteva mancare al 39° Congresso nazionale di Sifo, la Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie. Se n’è parlato oggi in una specifica sessione intitolata “attività di vigilanza e lotta alla contraffazione dei farmaci” a cui ha partecipato anche Domenico Di Giorgio di Aifa.

I FARMACI RUBATI

Il valore del mercato dei farmaci contraffatti secondo un rapporto dell’Ocse supera i 200 miliardi di dollari l’anno ed è al secondo posto dopo il mercato dell’abbigliamento falsificato. Ma il fenomeno della contraffazione rappresenta prima di tutto un problema di salute per le persone, che affidandosi a canali distributivi non vigilati rischiano di assumere farmaci non sicuri e talvolta pericolosi. I destinatari finali del mercato della contraffazione dei farmaci, infatti, sono utenti ignari dei pericoli legati all’assunzione di medicinali che provengono (spesso senza alcune autorizzazione al commercio) da siti web illegali, palestre, centri di bellezza.

LA CONTAMINAZIONE E I RISCHI PER LA SALUTE

Nel mercato illegale è possibile incappare in numerose variabili di rischio: vengono venduti ad esempio prodotti che non contengono alcun principio attivo, mentre altri contengono sostanze sbagliate o in quantità non corrispondenti Altri ancora presentano alti livelli di impurità ed elementi contaminanti. Ma anche il solo fatto di acquistare farmaci rubati costituisce di per sé un grosso rischio, perché se i medicinali sono stati rubati da un ospedale, potrebbero essere danneggiati a seguito dell’interruzione della catena del freddo. Se fino a una decina di anni fa, poi, il rischio veniva soprattutto da farmaci venduti illegalmente e accompagnati da documenti falsi, ora il commercio online ha spalancato un mondo e moltiplicato le possibilità di frode.

LE ISPEZIONI

Un aiuto a tenere sotto controllo eventuali fenomeni di contraffazione può arrivare dalle ispezioni che i farmacisti ospedalieri per competenza, insieme agli enti regolatori, svolgono nei confronti di farmacie territoriali, parafarmacie, depositi e grossisti. Queste ispezioni, da cui possono venire alla luce situazioni di illegalità, per il farmacista del Sistema sanitario rappresentano un importante momento di confronto con i colleghi che operano nelle farmacie private convenzionate, i quali con la loro presenza capillare nel territorio possono fare attività di formazione e informazione nei confronti dei cittadini anche sui rischi degli acquisti online.

UN SERVIZIO MIGLIORE PER I CITTADINI

Le ispezioni hanno come obiettivo quello di verificare la situazione controllare che le strutture sanitarie siano regolarmente condotte e gestite. E l’esperienza insegna che aiutano a migliorare il servizio offerto al cittadino dalle farmacie convenzionate: la prova arriva da uno studio realizzato da uno specializzando in Farmacia ospedaliera, Chiara Cannizzo, sull’attività di vigilanza svolta da una Asp siciliana. Osservando i dati delle ispezioni biennali, presentati oggi al congresso come case study, si nota un netto miglioramento tra i dati raccolti nel 2014-15 e quelli del 2016-17. In particolare, le violazioni individuate nelle farmacie risultano ridotte dell’85,7% a distanza di due anni. “Il verbale di ispezione non deve essere considerato uno strumento sanzionatorio, ma come un momento di crescita professionale finalizzato a migliorare il servizio sanitario erogato ai cittadini”, dice Ignazia Poidomani, componente del Consiglio direttivo e tesoriere della società nonché tutor della sessione.

L’E-COMMERCE DELLE FARMACIE

Un altro aiuto a ‘fermare’ la proliferazione di farmaci contraffatti è la verifica delle autorizzazioni per la vendita online dei farmaci (SOP e OTC) da parte delle farmacie: anche questo è un compito importante che spetta ai farmacisti che lavorano nei Servizi farmaceutici territoriali delle Aziende sanitarie. Così facendo, si favorisce la vendita online di farmaci sicuri attraverso canali autorizzati dall’Autorità sanitaria locale o regionale.

LA PIATTAFORMA FAKESHARE

Sul fronte della lotta alla contraffazione continua poi il lavoro dell’hub Fakeshare, una piattaforma europea dedicata alla condivisione delle informazioni sui crimini farmaceutici che da alcuni anni ha permesso, di fatto, l’accesso alla banca dati dei furti di Aifa, istituita a fine 2013, grazie alla quale le informazioni su furti e smarrimenti di medicinali sono messe in rete e più facilmente consultabili. “La comunicazione e la rete tra gli Stati è importante perché si tratta quasi sempre di prodotti di importazione, come dimostrano i numerosi sequestri, anche recenti, di cui si è avuta notizia (per fare un esempio l’operazione Pangea XI). La condivisione dei dati sta funzionando ma può funzionare ancora meglio se c’è l’impegno di un maggior numero di paesi”, conclude Poidomani.

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30 Novembre 2018
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