Maurizio Martina (Pd): “Io non chiedo scusa a Berlusconi”

Maurizio Martina candidato alla segreteria del Partito Democratico ospite questa mattina a Radio Capital

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ROMA – “Io non chiedo scusa a Silvio Berlusconi. I problemi che abbiamo davanti sono figli della destra di questi anni e dei guasti che hanno prodotto. Dopodiche’ capisco il ragionamento di questa provocazione, cioe’ che e’ meglio una destra istituzionale che una destra nazionalista e populista. Non riabiliterei pero’ scelte e persone che hanno fatto male in questi anni all’Italia”. Lo dichiara Maurizio Martina candidato alla segreteria del Partito Democratico ospite questa mattina a Radio Capital.

DL SICUREZZA. MARTINA: AVREMO PIU’ INVISIBILI E PIU’ INSICUREZZA

“Il referendum abrogativo del Decreto insicurezza di Salvini e’ il modo giusto per rafforzare anche la nostra alternativa nel paese. Questo decreto rischia di compromettere la sicurezza, basta sentire gli amministratori locali e operatori della sicurezza: si creera’ piu’ insicurezza, ci saranno piu’ invisibili. Quando vedremo gli effetti della disorganizzazione che queste norme provocano ci renderemo tutti conto”. 

GOVERNO. MARTINA: SU ECONOMIA SOLO PROPAGANDA

“Il Governo ha giocato sull’economia per mesi un’operazione propagandistica che ci ha fatto perdere miliardi di euro. Con il reddito di cittadinanza stiamo ancora discutendo del nulla. Il vicepremier ha cambiato versione piu’ volte, si guardi la storia delle card. Dal punto di vista politico e’ una follia che Di Maio se ne inventi una al giorno per reggere la competizione mediatica con Salvini”.

PD, MARTINA: NOI PER SALARIO MINIMO LEGALE

“Siamo all’inizio del nostro congresso. Il richiamo di Romano Prodi e’ corretto, bisogna prenderla come una sfida. E il Pd di proposte ne ha: in queste settimane di idee ne ha sviluppate. Ne dico una: il taglio del cuneo fiscale di un punto all’anno per favorire il lavoro stabile, il salario minimo legale, la riduzione dell’Irap”.

PD, MARTINA: CONFRONTO SIA SULLE IDEE

“È abbastanza surreale che del Congresso si discuta solo di percentuali. Non sono affezionato a rincorrere i sondaggi ma mi interessano le proposte. Per me il confronto deve essere sulle idee. In ogni caso siamo lo stesso partito un minuto dopo siamo al lavoro insieme. Viva la liberta’ del confronto”.  

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30 Novembre 2018
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