Liguria

Garante dei minori della Liguria: Più problemi a scuola, anche per l’accesso

genova_panorama_altoGENOVA – Nel 2016, l’ufficio del Garante dei minori della Liguria ha ricevuto 111 segnalazioni, i casi presi in carico sono finora 36 “e le problematiche non si discostano in modo importante da quelle riscontrate nel 2015”. Anche se c’è un “aumento sensibile delle difficoltà che incontrano i bambini negli istituti scolastici e le scuole materne, anche in termini di accesso”. E pure l’emergenza dei piccoli migranti a Ventimiglia, della quale “ci siamo occupati e ci occuperemo, con lo scambio di informazioni con la questura e altre istituzioni nonché con cooperative sociali e associazioni coinvolte”. Lo spiegano stamane in Consiglio regionale Francesco Lalla, difensore civico e garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e il curatore delle relazioni Dario Arkel. Intanto, proprio in questo mese di novembre è stata stipulata una Convenzione con l’Ordine regionale degli assistenti sociali.

Nel tracciare il bilancio dell’attività nel 2015, invece, i rappresentanti dell’ufficio spiegano che l’anno scorso sono giunte 106 segnalazioni di cui 37 prese in carico, e hanno coinvolto la direzione scolastica regionale e le direzioni provinciali di Genova e Savona, istituti scolastici, tribunali, sevizi sociali, cooperative sociali, comunità di accoglienza e terapeutiche. L’autore della segnalazione nella maggior parte dei casi è la madre (17), quindi il padre (11), gruppi di persone o comitati (cinque), parenti (due) o il garante nazionale (due). “Le criticità segnalate riguardano i rapporti fra la famiglia e le istituzioni (30), soprattutto i servizi sociali e il tribunale dei minori”, spiega il garante.

I problemi segnalati sono in buona parte di natura socio assistenziale (29), nella maggioranza dei casi i genitori hanno la potestà genitoriale (34), così come l’affidamento è più spesso condiviso (15). In 20 casi il garante ha avviato una mediazione fra le parti, in altri dieci ha effettuato una raccomandazione alle amministrazioni mentre in altri due è stata sufficiente una consulenza all’autore della segnalazione. Sei situazioni sono già state risolte mentre in altre 13 la procedura è ancora aperta. Quanto all’attività 2013-2015, le segnalazioni giunte sono state 656, di cui 310 non risultavano pertinenti alle competenze dell’ufficio, 230 sono state oggetto di un approfondimento, da cui è emerso che non esistevano i presupposti per un intervento. I casi presi effettivamente in carico dal Garante sono stati 116. Infine, l’invito del garante a tenere alta l’attenzione su questi temi.

“Purtroppo- ha detto Lalla- la politica e le istituzioni non sempre sanno davvero esercitare la necessaria attenzione su questi diritti“. Detto ciò, non manca una sollecitazione ai genitori, che “devono sentire propri questi diritti e praticarli anche concretamente, per esempio trascorrendo più tempo con il bambino” e una, già fatta qualche tempo fa, agli insegnanti, perché “tutelino il diritto al riposo dei bambini, evitando il ricorso ai compiti pomeridiani, e il diritto alla salute, limitando l’utilizzo in classe di libri di testo che rendono spesso troppo pesante lo zaino”. Poi l’appello alla politica: “Le leggi che riguardano il mondo dell’infanzia sono incomprensibili per i bambini. Bisogna stabilire un nuovo canale di comunicazione più chiaro e lineare con i destinatari del proprio agire legislativo. La creazione di un linguaggio comune sarebbe il primo passo”.

di Angela Sannai, giornalista professionista

30 novembre 2016
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