Ambiente, Galletti: "Limiti PFAS a catena corta? Aspettiamo i dati" - DIRE.it

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Ambiente, Galletti: “Limiti PFAS a catena corta? Aspettiamo i dati”

Gianluca Galletti (1)VENEZIA – Bisognerà aspettare la raccolta di dati prevista dai programmi di monitoraggio previsti nei piani di gestione 2015-2021, per valutare lo stato dei corpi idrici superficiali e sotterranei rispetto alla presenza dei composti perfluoroalchilici a catena corta. Lo afferma il ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti, rispondendo ad un’interrogazione dei deputati pantastellati Arianna Spessotto, Mirella Liuzzi, Nicola Bianchi, Silvia Benedetti, Emanuele Cozzolino, Marco Brugnerotto, ieri alla Camera.

Ad oggi, la Commissione europea non ha attivato “procedure per l’adozione di restrizioni in relazione a specifiche caratteristiche di pericolosità ambientale o sanitaria” per questo tipo di sostanze, continua Galletti, spiegando che eventuali misure di gestione del rischio saranno adottate dalla Each (Agenzia europea per le sostanze chimiche), solo al termine del processo di valutazione recentemente avviato dalla Norvegia.

“Maggiori informazioni sulla eventuale pericolosità delle sostanze attualmente utilizzate, comprese le sostanze perfluoroalchiliche a catena corta”, aggiunge il ministro, “potranno essere messe a disposizione delle autorità nazionali e della Commissione europea, non appena sarà completata la fase di registrazione delle sostanze chimiche presenti sul mercato”. E, quindi, entro il 31 maggio 2018.

Concentrando l’attenzione sulla contaminazione “da sostanze perfluoroalchiliche delle matrici ambientali, con particolare riferimento alle acque interne superficiali e di falda, nel Veneto, in special modo nell’ambito delle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo”, ed in particolare sul rapporto tra la presenza di questi composti ed il progetto della linea ferroviaria Alta velocità-alta capacità Verona-Padova, primo lotto Verona Porta Nuova-Bivio Vicenza, oggetto della seconda parte dell’interrogazione dei deputati grillini, bisogna considerare che il progetto della linea ferroviaria “è attualmente all’esame della commissione tecnica per la verifica dell’impatto ambientale Via e Vas“, precisa Galletti. Secondo gli interroganti, infatti, l’utilizzo nei caniteri di acque, terre e rocce da scavo provenienti dalle zone contaminate, finirebbe per diffondere la contaminazione. Ma le attività della commissione Via e Vas “terranno in debita considerazione, nella redazione degli atti istruttori, anche tutti gli elementi” evidenziati, conclude il ministro.

30 novembre 2016
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