Amianto, 85 anni per risolvere l’emergenza. Galletti: “Ancora 44mila siti in Italia, mappe delle Regioni in ritardo”

amiantoROMA – Sul fronte della lotta all’amianto “l’aggiornamento al 30 novembre 2015 fa rilevare oltre 44mila siti sparsi sul suolo nazionale“. Un dato oltretutto “parziale, visto che alcune Regioni non stanno provvedendo ad aggiornare la mappatura, in alcuni casi risalente a quasi sei anni, rendendo cosi’ ancora piu’ complessa l’azione di monitoraggio e di intervento”. Questa quindi e’, in tutta evidenza, “una criticita’ che e’ necessario superare al piu’ presto”. Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, lo dice nel messaggio inviato all’Assemblea nazionale sull’amianto in corso a Palazzo Giustiniani, alla quale non puo’ partecipare per via degli impegni legati alla Cop21 di Parigi.

L’impegno comune per realizzare politiche e interventi che consentano di chiudere, una volta per tutte” la ferita aperta rappresentata dall’amianto “e’ e sara’ massimo“, assicura il Premier Matteo Renzi. Un impegno “sul cammino di liberazione del Paese dalla pesante eredita’” da “una vera e propria guerra che ha provocato tanti morti e tanto dolore” nella quale “molta strada e’ ancora da compiere insieme”.

Nella lotta all’amianto killer, rileva Tito Boeri, presidente Inps, lo dice intervenendo all’Assemblea nazionale, si incontrano “resistenze” e si riscontrano “notevoli ritardi”, e cio’ concorre al fatto che “sul territorio italiano sono ancora presenti 32 milioni di tonnellate di amianto“, il che fa si’ che “a questo ritmo di bonifica, occorrerebbero ancora 85 anni, un’infinita’” per risolvere l’antica emergenza. In Italia, insomma, si registrano “notevoli ritardi dovuti alle resistenze delle singole aziende per i costi, a problemi di natura istituzionale- stigmatizza Boeri- con le Regioni che non hanno approvato i piani, e ad una complessita’ normativa che rende importante l’adozione di un testo unico”.

30 Novembre 2015
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