Il caso Auschwitzland, scende in campo anche Taffo contro Selene Ticchi D’Urso

ROMA – Non si placano le polemiche per il caso della maglietta con la scritta ‘Auschwitzland‘ indossata dalla militante di Forza nuova Selene Ticchi D’Urso alla manifestazione di Predappio di domenica. Dopo la presa di posizione della Disney (che si è detta indignata e ha annunciato iniziative) di stamane, oggi è scesa in campo anche la Taffo Funeral Services, la nota azienda di servizi funerari molto conosciuta per le campagne social brillanti e spesso legate a fatti di attualità.

In un post delle 10 di questa mattina, dunque, la Taffo stigmatizza il comportamento di Selene Ticchi D’Urso e lancia l’idea di ‘farla nera‘. Come? Sostenendo (e rilanciando) una petizione che raccoglie firme per farle causa per l’utilizzo indebito del logo di Disneyland.

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Ecco il post di Taffo, che si apre con una foto della maglietta incriminata: “Si è giustificata dicendo che la maglia fosse solo #BlackHumorVisto che di Humor Nero ce ne intendiamo, abbiamo pensato di farla nera nel vero senso della parola”.

Quindi l’invito: “Firmate la petizione ‘Causa legale contro la signora con la maglia Auschwitzland’ che arriverà alla Disney”.

La petizione (che si trova su questo indirizzo internet) ha già raccolto quasi 11.000 firme in poche ore ed è stata lanciata da Riccardo Pirrone e sarà indirizzata alla Disney.

La petizione:

“Vogliamo portare a conoscenza di ‘The Walt Disney Company’ che la signora Selene Ticchi d’Urso, ha creato ed indossato durante una manifestazione a Predappio un’assurda maglietta con su scritto ‘Auschwitzland’, a schernimento completo di oltre 12 milioni di esseri umani eliminati nei campi di concentramento. 

La maglia mostra senza autorizzazione il logo Disney associando il famoso parco giochi ad un genocidio nazista, causando un danno d’immagine e di reputazione, oltre che un’offesa a tutto il genere umano.

Chiediamo a ‘The Walt Disney Company’ di prendere provvedimenti e di avviare una causa legale nei confronti della signora, visti i risvolti mediatici che la vicenda sta assumendo. Se volete aiutarci potete firmare la petizione perché questi gesti vanno condannati e puniti”.

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30 Ottobre 2018
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