Tav, Comune di Torino vota odg per sospenderla. Di Maio: “Bene”. È polemica

ROMA –  Ieri il Consiglio comunale di Torino – con 23 voti favorevoli e 2 contrari – ha approvato un ordine del giorno M5S che esprime contrarietà alla Tav e chiede di sospendere l’opera in attesa dei risultati dell’analisi costi/benefici.

“Bene la votazione del Consiglio comunale di Torino sul Tav! Presto io e Danilo Toninelli incontreremo Chiara Appendino per continuare a dare attuazione al contratto di Governo“, ha commentato ieri su Twitter Luigi Di Maio, vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro.

RENZI: DA M5S DECISIONE INCOMPRENSIBILE E MASOSCHISTA

“Oggi è un giorno segnato da questa decisione incomprensibile, masochista dei 5 Stelle a Torino sulla Tav: veramente siamo in presenza di una forza politica che continua a fare del male all’Italia e a farsi del male, l’abbiamo visto praticamente su tutte le partite delle infrastrutture sul nostro territorio nazionale”. Lo afferma il senatore del Partito democratico Matteo Renzi, parlando ieri con i giornalisti prima di partecipare a un incontro sulla legge di bilancio con le categorie economiche di Firenze.

MARCUCCI: ‘NO’ CONSIGLIO COMUNALE TORINO ULTIMA FOLLIA M5S

“Il M5S vuole bloccare l’Italia. Il no alla Tav deciso dalla maggioranza Cinque stelle di Torino è solo l’ultima follia”. Lo scrive su twitter Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato.

BOCCIA (CONFINDUSTRIA): DECISIONE TORINO MOLTO TRISTE, BLOCCO IDEOLOGICO

“Il nostro pensiero è in linea con la Confindustria di Torino. È molto triste una decisione di questo tipo. Siamo un Paese industriale e dobbiamo avere una visione che sembra venire meno con questo blocco ideologico alle grandi infrastrutture che sono nell’interesse del Paese”. Così, a margine della cerimonia del premio Anima, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha commentato la decisione del Comune di Torino di approvare una mozione contro la Tav.

“L’Italia- ha aggiunto Boccia- è la seconda manifattura d’Europa ed è nell’interesse del Paese fare le grandi opere, non solo di una categoria. Bisognerebbe chiedere al Governo come far crescere il Paese chiudendo i cantieri. È un paradosso che non ha alcun senso”.

FREGOLENT (PD): APPENDINO AL CAPOLINEA, SI TORNI AL VOTO

“La giunta Appendino è arrivata al capolinea. Con l’approvazione, da parte del M5s, della mozione contro la Tav in consiglio comunale di Torino, si è palesata una delle pagine più buie della città. Non si sono scontrate due visioni sul futuro del territorio, ma si è dato spazio, visibilità e dignità istituzionale ad un documento confusionario, approssimativo, dilettantesco e pieno di fake news frutto dell’ideologia, dell’ignoranza e dell’incompetenza”. Lo afferma la deputata del Pd Silvia Fregolent, che aggiunge: “E tutto questo nonostante gran parte della cittadinanza e della comunità locale, dai lavoratori agli imprenditori, si fosse apertamente schierata a favore della Torino-Lione. Se un manipolo di dilettanti allo sbaraglio potrà disfare a proprio piacimento accordi già raggiunti, leggi già approvate e progetti già deliberati, non ci sarà più nessuno che investirà su Torino. Prima che sia troppo tardi, la parola deve tornare nuovamente agli elettori”.

FURLAN (CISL): GRAVE ERRORE DECISIONE COMUNE DI TORINO

“E’ un grave errore l’ordine del giorno approvato ieri sera dal Comune di Torino che esprime contrarietà alla Tav e chiede di sospendere l’opera in attesa dei risultati dell’analisi costi/benefici.” Lo sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Aver sbloccato qualche giorno fa il progetto del Gasdotto Tap in Puglia è stato da parte del Governo un segnale positivo e di responsabilità– prosegue-. Le opere pubbliche servono al nostro Paese per migliorare la vita dei cittadini e ridurre quel costo aggiuntivo che limita la nostra capacità competitiva. Questa è per la Cisl la strada da seguire. E’ la stessa Europa che incoraggia la realizzazione di grandi reti di collegamento, quei ‘corridoi europei’ che devono arrivare fino al Sud per favorire l’integrazione ed una piena circolazione delle merci e dei cittadini. Anche noi pensiamo che bisogna sempre sforzarsi di conciliare le esigenze di sviluppo con la tutela dell’ambiente. Ma non si può pensare, come è accaduto invece ieri al comune di Torino, di chiedere di bloccare il progetto della Tav, una decisione che avrebbe delle conseguenze davvero negative non solo sul piano economico ed occupazionale, ma soprattutto per la credibilità internazionale del nostro paese“.

“Cosi’ come sarebbe un errore grave bloccare il quinto lotto del Terzo Valico in Liguria, un’opera pubblica in concreto stato di avanzamento, collegata al corridoio di Rotterdam, la cui valenza è indiscutibile anche per le ripercussioni positive che può avere per l’occupazione e tutto il sistema commerciale e produttivo. Di questo parleremo domani a Genova in in una iniziativa nazionale della Cisl sul tema delle infrastrutture”, conclude.

BERLUSCONI: L’ITALIA HA BISOGNO DI INFRASTRUTTURE

“L’Italia ha bisogno di nuove infrastrutture, siamo al 50% in meno rispetto alla Francia, alla Spagna e alla Germania. La Tav è importante come hanno dimostrato gli imprenditori, i sindacati e tutti quelli che oggi sono scesi in piazza a Torino”. Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, si schiera a sostegno della Tav, bocciato ieri  in Consiglio comunale a Torino. “Mi preoccupa- sottolinea Berlusconi, intervenuto a margine della presentazione del nuovo libro di Stefania Craxi a Milano- ma credo che debba preoccupare tutti quanti”, perché a detta dell’ex premier il M5S mette sul piatto la Tap “su cui sono stati costretti a dire sì– dice- e quindi sulla Tav dicono no. È un modo di procedere che non ha nessun senso”, sentenzia. In linea generale, il pensiero di Berlusconi sul governo gialloverde è molto severo: “Ci costa molto l’andamento del governo con le decisioni che vengono annunciate e poi smentite“, dice. Il timore di Berlusconi è che “stiamo facendo perdere la fiducia nell’Italia da parte dei grandi e piccoli investitori internazionali, che sono coloro da cui dipende anche il nostro debito pubblico- conclude- quindi per darci ancora soldi sempre se lo vogliano ancora fare ci chiederanno interessi elevati che saranno a carico di tutti gli italiani”.

30 ottobre 2018
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