Gli ambasciatori dell’Africa da Confindustria, focus sviluppo

ROMA – Oltre 30 rappresentanti diplomatici dei Paesi africani hanno preso parte venerdì a Roma alla tavola rotonda ‘Il modello industriale italiano per lo sviluppo del sistema industriale africano‘, organizzata da Confindustria Assafrica e Mediterraneo, Africa Italia e Italia Africa Business Week (Iabw). Un’occasione per mettere in luce le conclusioni raggiunte nel corso della seconda edizione della Conferenza ministeriale Italia-Africa targata Farnesina, nonché quelle della Iabw, tenutasi sempre nella capitale il 17 e 18 ottobre.

Ambasciatori e delegati hanno ricevuto dai relatori di Confindustria dati sull’economia italiana, tra le più forti e diversificate al mondo. Questo – è stato evidenziato durante l’incontro – soprattutto grazie alle Pmi, un modello che si fonda su un solido sistema di risparmio e educazione e training, e che in Europa risulta secondo per fatturato dietro solo alla Germania. A livello mondiale, il manifatturiero italiano è al 7° posto, con un export che negli ultimi anni è volato ai livelli di Stati Uniti o Giappone.

Durante l’incontro è stato evidenziato che i settori che insieme trainano quasi il 50% delle esportazioni sono quello tecnologico, dei macchinari industriali e dei componenti per computer, e il farmaceutico-biomedicale. A seguire tessile, agroalimentare, turismo, rinnovabili, infrastrutture, automotive. L’Italia è anche il secondo tra i paesi Ue per investimenti diretti in Africa nel manifatturiero, davanti a Germania, Francia e Regno Unito.

Secondo i partecipanti alla tavola rotonda, la maggior parte di questa quota si concentra però nel Nord Africa e da qui è facile intuire quanto spazio ci sia per le aziende italiane nei Paesi subsahariani, oltre i tre quarti del continente. L’incontro è stato allora occasione di un appello: per poter costruire una partnership win-win i governi africani devono implementare riforme mirate, facilitando l’accesso al credito e sviluppando il sistema privato.

MISTRETTA (FARNESINA): NODO AIUTI STATO A IMPRESE

“Non siamo ricchi come Cina e Giappone, ma possiamo offrire la nostra ‘capacity building‘, il know-how delle nostre imprese e tante ong sul territorio”. Giuseppe Mistretta, direttore generale per l’Africa subsahariana del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, si rivolge agli ambasciatori africani che oggi a Roma hanno aderito all’iniziativa di Confindustria Assafrica e Mediterraneo ‘Il modello industriale italiano per lo sviluppo del sistema industriale africano’.

Mistretta, dopo la Conferenza Italia-Africa che si è tenuta in Farnesina, ricorda che l’Italia “è pronta a sostenere lo sviluppo africano” ma che per farlo bisogna sciogliere il nodo dei finanziamenti pubblici ai privati, “comune a tutti i Paesi”. Il responsabile della Farnesina cita le proposte a suo giudizio più interessanti, emerse dalla Conferenza di ieri: l’emissione di titoli di Stato associati alle rinnovabili, un settore che – è stato osservato – garantisce un buon ritorno, oppure la creazione di un fondo specifico per l’agro-industria.

OTTATI (CONFINDUSTRIA): PAURA SI VINCE CONOSCENDO

“Le imprese italiane, soprattutto le Pmi, hanno difficoltà di realizzare iniziative in Africa, non soltanto in quella centrale. E’ una situazione diffusa. Come superarla? Con maggiore conoscenza del continente e iniziative di scambio e confronto come quella di oggi”. Così all’agenzia ‘Dire’ Giovanni Ottati, presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo.

Ai governi africani, sottolinea Ottati, “chiediamo di mettere in atto azioni per facilitare lo sviluppo del settore privato nei loro Paesi“. Secondo il presidente di Assafrica, “quest’ultimo ha bisogno di formazione, associazionismo, confronto, strumenti di micro-credito e finanziari da usare nei progetti di fattibilità o per i processi di internazionalizzazione, che l’Africa sta cercando di avviare”.

LORENZINI (FARNESINA): RAPPORTI CON L’AFRICA SONO PRIORITA’

In pochi giorni vari appuntamenti a Roma sul tema dei rapporti con l’Africa e le esigenze di stringere partnership col mondo dell’impresa. Al contempo, crescono sentimenti di intolleranza, legati al fenomeno migratorio. “Sono dinamiche collegate dalla fase storica” sottolinea in un’intervista alla ‘Dire’ Mauro Lorenzini, capo ufficio Africa centrale e occidentale del ministero degli Affari esteri, a margine di una tavola rotonda organizzata da Confindustria sul tema dello sviluppo idustriale in Africa.

La Conferenza ministeriale Italia-Africa “è la dimostrazione della priorità che l’Italia, ma anche l’Ue, accordano alla crescita dei rapporti con l’Africa. Ha rappresentato l’evento diplomatico più importante dell’anno: hanno partecipato 54 delegazioni africane, e poi il presidente della Repubblica Mattarella, il presidente del Consiglio Conte, e il ministro degli Esteri Moavero Milanesi. Demografie e tendenze economiche che dettano la complementarietà col continente europeo – un mercato maturo con un popolazione che invecchia – e l’Africa, con economia e peso demografico in crescita. Si tratta quindi di costruire una relazione a beneficio di tutti“.

30 ottobre 2018
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