Ambiente

Incendi, Galletti: “Ora c’è l’ecoreato, date 15 anni ai piromani”. 15 anni per ricostruire un bosco

MILANO – “Questo Governo ha introdotto uno strumento nuovo, gli ecoreati che permettono di sanzionare i piromani con una pena detentiva che va oltre i 15 anni. Io chiedo a tutti coloro che sono deputati ad applicare quella pena con la massima severità perché quello è un danno al patrimonio naturale del nostro paese”. Lo dice il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti sull’argomento di più stretta attualità, ossia gli incendi che stanno deturpando boschi e valli del Piemonte e delle regioni del nord.

Galletti, intervenuto a margine del dibattito in Comune a Milano sull'”Ecosistema Urbano 2017“, è sicuro che “i piromani tolgono il futuro a questo paese“, e ribadisce: “Abbiamo messo una norma- conclude- applichiamola con la massima severità“.

di Nicola Mente, giornalista


PER RICOSTRUIRE UN BOSCO BRUCIATO CI VOGLIONO 15 ANNI

Superata l’emergenza ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento agli incendi che hanno colpito il Nord Italia, dal Piemonte alla Lombardia, spinti dal vento, dalla siccità, dall’incuria e dall’abbandono dei boschi divenuti facile preda dei piromani. Il fuoco divampa tra la vegetazione secca con pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità (distrutte piante e uccisi animali) e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del Paese e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici. Nelle foreste andate a fuoco saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati.

BOSCHI RADDOPPIATI IN 150 ANNI, MA SONO ALLA MERCE’ DEI PIROMANI

Un costo drammatico che l’Italia è costretta ad affrontare perché è mancata l’opera di prevenzione nei boschi che, a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventati infatti vere giungle ingovernabili. Siamo di fronte – all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di un terzo della superficie nazionale con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza. E’ praticamente raddoppiata rispetto all’Unità d’Italia la superficie coperta da boschi che oggi interessa 10,9 milioni di ettari, ma sono alla mercé dei piromani la maggioranza dei boschi italiani che, per effetto della chiusura delle aziende agricole, si trovano ora senza la presenza di un agricoltore che possa gestirli.

“Per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli- ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che- occorre cogliere le opportunità offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale”.

 

30 ottobre 2017
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