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DIRE Emilia-Romagna

Turismo, il Pd in Emilia Romagna scommette sui treni a vapore

REGGIO EMILIA – Il Pd rispolvera i treni a vapore. Secondo i democratici in Regione il rilancio del turismo in Emilia-Romagna può partire anche di qui. Una risoluzione presentata dal gruppone dem, prima firma di Silvia Prodi, chiede alla giunta di Stefano Bonaccini di imboccare quella strada attraverso una proposta da discutere con Fer, Tper e Apt (l’azienda di promozione turistica). L’obiettivo è “valutare la fattibilità di un progetto di promozione turistica sul modello del trenino della Valle di Non che attraversi tutta la zona dal Po alle terre matildiche”. Nel documento, i dem chiedono inoltre di promuovere un progetto “di valorizzazione complessiva dei percorsi dei treni storici presenti nella nostra regione, come azione concreta per lo sviluppo di un modello innovativo di turismo sostenibile in Emilia-Romagna”.

Prodi e gli altri consiglieri Pd ricordano che in Italia ci sono 25 associazioni di volontariato convenzionate con imprese ferroviarie (di cui tre in Emilia-Romagna) che collaborano nella gestione del materiale ferroviario storico. Nel 1992, “a seguito di un progetto turistico e culturale realizzato congiuntamente da Safre, Act e Provincia di Reggio Emilia”, è stato restaurato un treno storico con carrozze d’epoca e locomotiva a vapore, che ha compiuto decine di viaggi sulla rete provinciale fino alla fine del 2010. Il convoglio storico restaurato a Reggio “è, a tutti gli effetti, un bene culturale di archeologia industriale- sottolineano gli esponenti Pd- che merita di essere valorizzato e reso fruibile dalla cittadinanza, come lo è stato nel periodo 1992-2010” ed è recuperabile “con oneri limitati, grazie ad un ricovero in locali chiusi che ne hanno garantito il buono stato di conservazione”.

Inoltre, dal punto di vista ferroviario, “la provincia di Reggio Emilia gode di una positiva singolarità, che non ha eguali nella nostra regione, consistente in una rete di ben quattro linee minori che coprono il territorio, dalla pianura alle zone collinari a est e ovest del capoluogo toccando alcuni dei luoghi più significativi della nostra terra”. La risoluzione chiede quindi di inviare formale richiesta scritta a Fer e Tper “affinché si facciano parte in causa per espletare le formalità di tipo tecnico, normativo e amministrativo necessarie per ottenere la circolabilità del convoglio, così come era fino al 2010, per rendere fin d’ora operativo il convoglio”.

di Mirko Billi – giornalista professionista

30 settembre 2015

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