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DIRE Emilia-Romagna

A Bologna Merola sfratta l’Xm24: “Sta crollando, meglio uscire”

BOLOGNA – L’attuale sede di Xm24 “va assolutamente ristrutturata, non si può stare dentro per motivi di sicurezza. Non mi pare di essere l’oppressore dei movimenti antagonisti. Sta crollando: è meglio che usciate“. L’avviso di sfratto, nel giorno in cui scade la convenzione tra il Comune di Bologna il centro sociale, lo porta lo stesso sindaco Virginio Merola, in zona per inaugurare il nuovo tunnel di via Gobetti. Nessuna contestazione organizzata nei suoi confronti, a parte qualche striscione irriverente contro lo sgombero annunciato lungo il perimetro dell’Xm. “Quello- ribadisce il primo cittadino- è un immobile che ha bisogno di essere messo in sicurezza e non può essere abitato. Rispetto alla convenzione attuale ci sono state molte inadempienze, adesso c’è un laboratorio partecipato per decidere cosa fare negli spazi che si aprono. Chi vuole partecipare e assumersi delle responsabilità è il benvenuto”. Si parla di sgombero, sottolinea Merola, “ma in modo motivato. So che oggi festeggiano” gli attivisti dell’Xm24 “ma da domani saranno occupanti senza titolo e noi scriviamo loro facendo presente che l’immobile va lasciato”.

All’interno della realtà autogestita di via Fioravanti, prosegue il sindaco, “ci sono attività che possono essere molto utili come i mercatini o quelle sulle lingue estere, ma ci sono attività che non vogliono convivere col quartiere, come la musica sparata infischiandosene dei vicini. A volta facciamo ragionamenti politici che non hanno molto fondamento. Questo Comune è per discutere con tutti e per evitare che le cose finiscano con degli scontri”. Il presidente del Navile, Daniele Ara, avvisa, parlando dell’Xm24, che “niente è eterno e definitivo”. Quel luogo, ribadisce il democratico, “deve essere ristrutturato e quindi bisogna uscire. La questione è se alcuni progetti dell’Xm24 possono vivere in altri spazi del quartiere. Ma l’amministrazione parla con gli atti e gli atti dicono che quello spazio va liberato”.

di Mirko Billi,  giornalista professionista

 

30 giugno 2017

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