Sinergia scuola-oratori per l'estate è modello positivo - DIRE.it

Opinioni

Sinergia scuola-oratori per l’estate è modello positivo

di Anna Paola Sabatini, Direttore dell’Ufficio scolastico del Molise

“La parola d’ordine è coinvolgimento. Trasformare le settimane estive trascorse lontano dalla scuola ‘tradizionalmente intese’ in una ulteriore occasione di crescita, di scambio, confronto, formazione e divertimento. E sono sempre di più i giovani e gli adulti che si lasciano ‘coinvolgere’ da questa esperienza che ha due grandi alleati e veri protagonisti educativi: la scuola e gli oratori“. Così Anna Paola Sabatini, direttore generale dell’Ufficio scolastico del Molise racconta le opportunità offerte ai ragazzi nel periodo estivo. “All’offerta ormai consuetudinaria e sempre più gettonata delle parrocchie si aggiunge quest’anno la grande innovazione prevista dalla riforma della Buona Scuola. Crescono – spiega Sabatini – le adesioni ai Grest, i gruppi estivi organizzati dalle strutture ricreative parrocchiali: più 10% rispetto al 2015.

Il motivo è sia culturale che finanziario. L’offerta per i mesi estivi è molto variegata. Buona parte delle attività sono gratuite. C’è buona disponibilità di posti e il soggiorno può durare dalle tre alle quattro settimane, se non tutta l’estate. Gli oratori sono stati scelti negli ultimi anni da oltre due milioni di bambini affiancati da 350 mila animatori, giovani e adulti. L’oratorio potenzia così il proprio ruolo di punto di riferimento per le famiglie grazie a progetti, iniziative, attività, spazi di accoglienza, di dialogo e di integrazione che confermano anche in questo caso una funzione educativa e sociale imprescindibile e preziosa. Ai giovani viene quindi offerta la possibilità di vivere l’importanza della condivisione, dell’impegno, delle relazioni personali”.

“Per i mesi estivi la grande novità è rappresentata dal programma del Miur ‘La Scuola al centro‘ – aggiunge Sabatini – che ha l’obiettivo di tenere aperti e attivi gli edifici scolastici nei mesi estivi per aiutare le periferie a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Come ha sottolineato il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: ‘Le periferie sono i centri del futuro, sta a noi raccogliere le energie che le abitano’. Il piano nazionale ha previsto lo stanziamento di 10 milioni di euro per le scuole di Roma, Milano, Napoli e Palermo”.

“Lo scorso 29 giugno è scaduto il termine per l’invio dei progetti che possono essere finanziati fino ad un massimo di 15 mila euro (finestra “Scuola al centro” sulla piattaforma www.areearischio.it). I fondi chiarisce il direttore generale dell’Ufficio scolastico – serviranno a pagare le attività, i materiali e il personale per iniziative di autoimprenditorialità, avvicinamento alla musica, attività sportive, laboratori artistico espressivi, realizzazione di cortometraggi, video, fotografie, promozione dell’inserimento del cinema e del teatro a scuola, diffusione della lettura, attività per la conoscenza del territorio di appartenenza e di incentivazione alla cittadinanza attiva. In tutta Italia sono circa 700 le istituzioni scolastiche coinvolte nel periodo estivo, ma il Miur punta a toccare le cinquemila entro dicembre grazie ai finanziamenti PON. L’obiettivo e ridurre gli abbandoni, avere meno sanzioni disciplinari e bocciature”.

Il compito della scuola, come spiegano anche le linee guida del Miur in materia, è quello di far acquisire non solo competenze, ma anche valori da trasmettere per formare cittadini che abbiano senso di identità, appartenenza e responsabilità. Al raggiungimento di tale obiettivo è chiamata l’autonomia scolastica, che consente alle singole istituzioni di programmare e condividere con gli studenti, con le famiglie, con le altre componenti scolastiche e i rappresentanti del territorio, il percorso educativo da seguire per la crescita umana e civile dei giovani. L’obiettivo di azioni e programmi come ‘La Scuola al centro’ è dunque quello di una realizzazione di un’alleanza educativa tra famiglie, studenti, operatori scolastici e comunità locale dove le parti assumano impegni e responsabilità e possano condividere regole e percorsi di crescita reciproci. Questa è la scuola che vogliamo – conclude – sempre più vicina ai giovani e alle famiglie e sempre più integrata e aperta alle comunità locali, per tutto l’arco dell’anno, se non per la vita”.

30 giugno 2016
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