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Filippine, insediato il presidente ‘giustiziere’ Duterte

Rodrigo Duterte ROMA  – Il Presidente che ha ottenuto nelle Filippine la maggioranza dei voti alle ultime elezioni e’ oggi ufficialmente entrato in carica.

Il ‘Giustiziere’ Rodrigo Duterte, avvocato di 71 anni, che con le sue affermazioni gia’ e’ entrato in aperto contrasto con l’influente Chiesa cattolica locale e con le Nazioni Unite, come riportano le fonti di stampa internazionali ha fondato il suo discorso di insediamento sugli stessi temi della campagna elettorale: strenua lotta al crimine – traffico di droga, corruzione, abusi sessuali e furti – arrivando al punto di accusare di stupidita’ i difensori dei diritti umani, che gli contestano metodi repressivi troppo duri e soprattutto sono contrari al ripristino della pena di morte. Ma su quest’ultimo punto la posizione del Presidente e’ netta: e’ una misura “necessaria” e utile “per vendicarsi”.

Ha inoltre fatto scalpore l’invito lanciato ai poliziotti – ma anche ai comuni cittadini – ad arrestare a tutti i costi oppure sparare contro i trafficanti di droga o gli spacciatori comuni. Stessa sorte a suo avviso deve toccare ai giornalisti, se corrotti. Infine, introdotto il divieto della vendita di alcol la notte, e il coprifuoco per i bambini: nei giorni scorsi, dei bambini ‘sorpresi’ a piangere in strada sono stati arrestati dalla polizia, come riporta Radio France internationale.

A votarlo proprio quei cittadini che hanno apprezzato il suo modo di gestire la citta’ di Davao, dove ha ricoperto la carica di sindaco per 22 anni. Tuttavia in quel periodo avrebbe consentito l’assassinio di almeno 1.400 persone – per la maggior parte spacciatori, piccoli criminali e addirittura ragazzi di strada – secondo le stime diffuse dalle organizzazioni per i diritti umani.

30 giugno 2016
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