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Report della commissione Esteri del 30 giugno

SAN MARINO – La seduta si apre con l’esame dell’articolato del progetto di legge “Regolamentazione del servizio diplomatico e consolare della Repubblica di San Marino”, previsto al Comma 8. All’articolo 2 vengono recepite le richieste di Rete e Upr per alzare il limite di età per l’accesso alla carriera diplomatica, da 40 a 45 anni. Approvato all’unanimità l’emendamento proposto da Upr per aggiungere la collaborazione “con le autorità nazionali competenti in materia finanziaria” fra le funzioni della Direzione Affari Economici previste all’articolo 11. Approvato all’unanimità l’emendamento proposto da Upr, e modificato dietro indicazione del segretario di Stato agli Affari Esteri, Pasquale Valentini, per aggiungere il punto C, “assicurare il supporto di consulenza all’Ufficio di segreteria istituzionale per gli aspetti protocollari inerenti l’attività del Consiglio Grande e Generale e gli organismi a esso connessi”, all’articolo 12. Accolto all’unanimità l’emendamento di Upr all’articolo 16. I lavori si interrompono al termine dell’esame dell’articolo 18.

Di seguito una sintesi degli interventi.

Comma 8 – Esame, in sede referente, del progetto di legge “Regolamentazione del servizio diplomatico e consolare della Repubblica di San Marino”

Articolo 2

Matteo Zeppa, Rete: Fra i requisiti viene esplicitata l’ottima conoscenza dell’inglese e di un’altra lingua. Servono parametri su cosa si intende per “ottima conoscenza”. Penso ai parametri stabiliti dalla Common European Framework of Reference for Languages. Sul limite proponiamo il 45esimo anno di età, non il 40esimo. Il terzo emendamento è rafforzativo, sostituisce la formula “non è consentita” con “è espressamente vietata”.

Tony Margiotta, Sinistra Unita: Anche noi pensiamo che riferirsi all’ottima conoscenza della lingua non sia corretto. Serve una certificazione. Chiediamo una conoscenza equiparabile al livello B2 secondo il quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue. Per la seconda lingua straniera chiediamo il livello B1. Chiediamo di abrogare il limite di età. Questi gli emendamenti di Cittadinanza attiva.

Marco Podeschi, Upr: Chiediamo anche noi il 45esimo anno di età. Pasquale Valentini, segretario di Stato agli Affari Esteri Sulla lingua straniera credo sia un errore mettere il livello nella legge. Ciò viene stabilito nei bandi. Le cose cambiano nel tempo. Altrimenti dovremo cambiare la legge. Sul 45esimo anno di età ricordo che si parla dell’ingresso nella carriera diplomatica. Per me comunque va bene. Sulla formula “espressamente vietato” mi pare sia chiaro dire “non è consentito”. Cosa cambia? Credo sia giusto che il periodo di prova sia fatto nel dipartimento. Recepiamo la quota dei 45 anni nel testo emendato dal governo. Recepiamo inoltre l’eliminazione di “esclusa ogni equiparazione” dal punto A.

Marco Podeschi, Upr: A questo punto ritiriamo l’emendamento. Matteo Zeppa, Rete Il segretario dice che in quanto legge dello Stato non deve avere dei parametri. Dice che i parametri previsti nell’emendamento potrebbero essere previsti nel bando. Però poi per fare modifiche usate i decreti delegati.

Andrea Belluzzi, Psd: Rispetto alla lingua inglese, ritengo che nel momento del bando vada indicato il grado di conoscenza. Un decreto ha dei costi in termini di risorse e di tempo. L’adozione nel bando ha un vantaggio, che è l’elasticità. Respinti gli emendamenti di Rete e Cittadinanza attiva.

Articolo 7

Pasquale Valentini, segretario di Stato agli Affari Esteri Il titolo dell’articolo è cambiato, è “norme di disciplina”. Fra quanto costituisce violazione soggetta al provvedimento di sospensione dal servizio, per gli agenti diplomatici assegnati presso sedi all’estero, c’è l’omesso domicilio effettivo, senza motivazioni oggettive, presso la sede estera di destinazione per un periodo superiore a 60 giorni all’anno.

Tony Margiotta, Sinistra Unita: Ritiro l’emendamento perché è nella direzione dell’emendamento del governo.

Matteo Zeppa, Rete: Si parla di censure e sospensione del servizio. Si parla di salvaguardare le istituzioni sammarinesi. Non capisco, onestamente, quanto scritto nel punto 2. Penso al caso in cui un diplomatico dice cosa pensa della Palestina ed è in contrasto con la segreteria di Stato. Se la segreteria lo viene a sapere potrebbe sospenderlo. Dovrebbe essere invece sospeso chi va contro le direttive dello Stato. Vorremmo inserire “alla tutela e salvaguardia dello Stato” al posto di “direttive ricevute da parte della segreteria di Stato”.

Marco Podeschi, Upr: Vogliamo aggiungere anche il Congresso di Stato al punto A del punto 2. Anche noi avremmo ridotto da 180 a 60 giorni. Era opportuno forse inserire 30 giorni. Non è banale.

Pasquale Valentini, segretario di Stato agli Affari Esteri: La nostra proposta è analoga a quella dell’Upr, si sostituisce 180 con 60. La direttiva che devo dare all’ambasciatore non è personale, è volta alla tutela degli interessi dello Stato sammarinese. Il riferimento, anche del Congresso di Stato, passa per la segreteria di Stato agli Esteri. Respinti gli emendamenti di Rete e Upr. Articolo 16 Marco Podeschi, Upr Propongo di sopprimere la parte che dice che la formazione è annuale o pluriennale, perché si contraddice da solo. L’altro aspetto, in termini di proposta, è in fondo al comma uno. Chiediamo di aggiungere “centri accademici specializzati”. Ultimo punto: dare la possibilità di fare stage nel Dipartimento Affari Esteri per funzionari esteri.

Matteo Zeppa, Rete: E’ un emendamento aggiuntivo. Aggiunge il comma 3. Tutte le attività di formazione riguardanti i funzionari diplomatici, che prevedano il rimborso spese o una corresponsione del trattamento di trasferta, così come esplicitato nel comma precedente, saranno vagliate dal Dipartimento Affari Esteri che annualmente avrà l’obbligo di portarle come presa d’atto presso la Commissione Affari Esteri.

Pasquale Valentini, segretario di Stato agli Affari Esteri: Sulla proposta di Podeschi per togliere “annuale o pluriennale”, sono per accoglierla. Ci può stare l’accoglimento dei centri accademici specializzati. Sul punto terzo, è una possibilità che si realizzerà per esempio la settimana prossima. Ma non la metterei qui. Ci sta che a volte vengono altri a imparare qui. Le prime due proposte sono accoglibili, l’ultima no. Per quanto riguarda Rete, per fare formazione serve un capitolo di bilancio, qualcuno che ha previsto il costo, chi riguarda, come viene fatta. Viene autorizzata dalla Commissione di controllo della finanza pubblica. Non capisco come possiamo immaginare che le attività vengano fatte in maniera estemporanea.

Marco Podeschi, Upr: Elimino dall’emendamento il punto 3. Emendamento Upr accolto all’unanimità; respinto l’emendamento di Rete.

30 giugno 2016
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