Condannato Habre', vittoria delle Camere africane straordinarie - DIRE.it

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Condannato Habre’, vittoria delle Camere africane straordinarie

habreROMA  – Il processo che ha condannato all’ergastolo il ‘Pinochet africano’, il ciadiano Hissene Hebre’, e’ importante per il suo valore politico in Ciad – che vede rendere giustizia alle decine di migliaia di morti di cui l’ex dittatore e’ stato responsabile – ma anche per quello giuridico e sul piano internazionale.

Secondo il quotidiano online Jeune Afrique, si e’ trattato infatti di un test, peraltro brillantemente superato: per la prima volta sono entrate in funzione le Camere africane straordinarie (Cae), frutto dell’accordo tra il Senegal e l’Unione africana del 20 luglio 2015. Questo organo nasce col preciso obiettivo di giudicare Hissene Habre’, ponendosi come alternativa alla Corte penale internazionale, a volte oggetto di critiche in quanto secondo alcuni porterebbe alla sbarra solo imputati di origine africana. Oggi l’Africa ha quindi onorato la sua promessa: quella di essere in grado di giudicare e condannare per crimini contro l’umanita’ un ex capo di Stato direttamente in Africa, senza doversi affidare a un organo straniero. Human rights watch, che ha seguito sin dall’inizio la vicenda, oggi plaude con soddisfazione la conclusione del processo e la buona riuscita delle Cae: “si tratta della prima volta che viene messa in atto la competenza universale da parte di un tribunale africano” ha osservato Reed Brody, di Hrw. La competenza universale consente a un tribunale nazionale di pronunciarsi su un cittadino straniero, se ritenuto colpevole di crimini particolarmente efferati. All’articolo 3 dello Statuto costitutivo delle Cae si legge infatti che queste hanno competenza contro i responsabili di “violazioni gravi del diritto internazionale, delle consuetudini internazionali e di tutta le convenzioni ratificate dal governo del Ciad, commesse sul territorio ciadiano dal 7 giurno 1982 all’1 dicembre 1990”, periodo del mandato di Hissene Habre’. Proprio per via della forte importanza simbolica rivestita da questo procedimento, e’ stato garantito nell’aula del tribunale ampio spazio ai giornalisti, per garantire una vasta copertura mediatica dell’evento.

30 maggio 2016
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