In Campania la sfida De Luca-Caldoro tra le polemiche

de luca caldoro Sono cinque i candidati alla presidenza della Regione Campania che dalle 23 di domani attenderanno il responso delle urne. Si ripropone la sfida del 2010 fra Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca. Altri aspiranti alla presidenza: Valeria Ciarambino, Marco Esposito e Salvatore Vozza. A sostegno dei candidati ci sono venti liste. Caldoro, l’uscente governatore del centrodestra, è appoggiato da Fi, Ncd, Meloni- Fratelli d’Italia, Caldoro Presidente, Noi Sud, Popolari per l’Italia-Pri, Mai più terra dei fuochi, Vittime della giustizia e del fisco.

De Luca, ex sindaco di Salerno e reduce dalla sconfitta nel 2010, candidato per il centrosinistra, è appoggiato da Pd, Davvero Verdi-Ecologia e Diritti, Psi, Idv, Italia Libertas- Udc, Centro Democratico, Campania Libera-De Luca Presidente, Campania in rete-De Luca Presidente, De Luca Presidente. Valeria Ciarambino, unica donna in lizza, è in corsa per il Movimento Cinque Stelle. Salvatore Vozza è appoggiato dalla ‘fronda’ campana di Sel: la lista è Sinistra al lavoro per la Campania. C’è poi il giornalista Marco Esposito, ex assessore della prima giunta napoletana di Luigi De Magistris, supportato dalla lista “Mò” di stampo meridionalista.

A decidere le sorti dei candidati saranno 4.965.317 elettori, distribuiti per 5.835 sezioni nelle 5 province. Il Presidente sarà eletto con il sistema maggioritario (vince il più votato), mentre i 50 consiglieri regionali saranno eletti con un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Sulla scheda- di colore verde- l’elettore potrà esprimere il proprio voto in modo plurimo. Potrà scegliere di apporre un segno solo sul nome del candidato presidente, senza votare le liste che lo appoggiano: il voto sarà valido solo per l’elezione del presidente e non si estende a nessuna lista. Altrimenti, l’elettore potrà votare una lista senza indicare alcun candidato: il voto così sarà attribuito al candidato a presidente cui la lista scelta è collegata. Ancora, l’avente diritto al voto potrà esprimere la preferenza per un candidato consigliere scrivendo il nome e cognome- o anche solo il cognome del candidato consigliere- a lato del simbolo del partito d’appartenenza, indicando anche una seconda preferenza di genere diversa dalla prima.

Infine, c’è l’esercizio del voto disgiunto: l’elettore ha la possibilità di votare per un candidato a presidente ed anche per una lista ad esso non collegata. La consultazione è a turno unico, vi è una soglia di sbarramento per le liste provinciali che abbiano ottenuto meno del 3%, (a meno che siano collegate a un candidato Presidente che ha ottenuto il 10% dei voti), ed è previsto un premio di maggioranza del 60% per le liste collegate al Presidente vincente, a prescindere dalla soglia percentuale raggiunta. Uno dei seggi è riservato al candidato alla presidenza arrivato secondo.

Cinque anni fa l’election day regionale si tenne il 28 marzo e l’affluenza alle urne fu del 62,96%. Dallo scrutinio delle 5.802 sezioni Stefano Caldoro risultò il vincitore con 1.586.490 preferenze (il 54.25% dei voti). La coalizione di centrodestra in suo appoggio ottenne 1.615.118 (il 58,60%) per un totale di 38 seggi. Vincenzo De Luca ottenne 1.258.787 di preferenze (il 43,04% dei voti) e fu eletto consigliere. Le liste di centrosinistra che lo appoggiavano ottennero 1.061.148 di voti (il 38.50%) per un totale di 21 seggi. Terzo classificato Paolo Ferrero, candidato da una coalizione composta da Rifondazione Comunista, Sinistra Europea e Comunisti Italiani. A lui andarono 39.730 voti (l’1,36%), alla coalizione 43.097 voti (l’1,56) e nessun seggio.

A chiudere l’elenco dei candidati alla presidenza della Campania fu Roberto Fico che, in rappresentanza del Movimento Cinque Stelle-Beppegrillo.it, ottenne 36.792 voti (l’1,33%). Anche in questo ultimo caso non scattò alcun seggio.

Dall’elezione di Stefano Caldoro e della sua coalizione nel 2010, la situzione politica in Campania è cambiata. Scrutinate le schede dell’ultima votazione utile, le Europee del 2014, il Pd si è attestato primo partito della regione con il 32.12% di voti, seguito da Forza Italia con il 23.94%. Risultato a sorpresa è stato quello del Movimento Cinque Stelle con i suoi 528.371 voti, pari al 22.93%.

In Campania, però, il 26 maggio del 2014 vero vincitore fu il partito dell’astensione: per eleggere rappresentanti in Europa, alle urne andò un risibile 51.1% degli aventi diritto al voto.

30 maggio 2015
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