Rossi per il Bis, Lega e M5S per il secondo posto - DIRE.it

Rossi per il Bis, Lega e M5S per il secondo posto

toscanaEnrico Rossi contro tutti e forse contro nessuno. Rispetto a 5 anni fa, in una delle Regioni piu’ fedeli al centrosinistra, il candidato a governatore del Partito Democratico e del Popolo Toscano si trova di fronte un centrodestra spezzato in 3 tronconi, oltre al Movimento 5 Stelle, la sinistra radicale un tempo alleata e ora di nuovo all’opposizione e la candidatura in solitaria del consigliere regionale uscente Gabriele Chiurli. Nel 2010, Rossi ottenne il suo primo mandato col 59,73% e 1.055.751 voti, ovvero 133 mila in piu’ delle preferenze raccolte dalle forze che componevano la coalizione: Pd, Idv, Federazione della Sinistra-Verdi, Sel. Monica Faenzi del Pdl si fermo’ al 34,44% e a 608.680 voti.

Stavolta, invece, la competizione e’ tutta interna alle forze di opposizione per contendersi la seconda e terza piazza. In particolar modo, fra il candidato del Movimento 5 Stelle Giacomo Giannarelli e l’economista della Lega Nord, appoggiato anche da Fratelli d’Italia, Claudio Borghi. Per il Carroccio, che nel 2010 strappo’ 3 eletti, la sfida e’ quella di scalzare i grillini al secondo posto e di cannibalizzare Forza Italia. Il centrodestra, invece, rispetto all’esperienza di Faenzi mantiene solo una parziale continuita’ territoriale con Giovanni Lamioni. Anche lui grossetano, ma espressione solo di una lista civica, ‘Passione per la Toscana’, che aggrega un network di movimenti cittadini e Area Popolare.

Forza Italia, invece, dopo aver pensato al maremmano, ex presidente della Camera di Commercio di Grosseto nonche’ vice-presidente di Unioncamere, come uomo in grado di coagulare un’alleanza da Ncd alla Lega, ha deciso di puntare sul consigliere regionale uscente Stefano Mugnai. Aretino, vice-presidente uscente della commissione Sanita’, Mugnai si e’ contraddistinto per le sue battaglie contro il Pd sul Forteto come sulla gestione delle Asl, avendo presieduto anche una commissione consiliare d’inchiesta specifica sugli acquisti immobiliari delle aziende sanitarie locali.

A sinistra del Partito Democratico, invece, in campo e’ sceso Tommaso Fattori che ha una lunga militanza nel movimentismo della sinistra radicale, essendo stato una delle due menti (assieme a Sara Nocentini, diventata nel frattempo assessore alla Cultura per la Giunta Rossi) del Social Forum di Firenze del 2002. Oggi, per rovesciare quell’immagine di sinistra radicale capace di scandire fra un dibattito politico e l’altro solo dei ‘no’, ha organizzato una lista che si chiama ‘Si’-Toscana a Sinistra’.

Se Fattori conta di competere a sinistra con Rossi, c’e’ invece un candidato che da tempo si e’ messo in moto con temi molto affini al Movimento 5 Stelle: Gabriele Chiurli, a capo della lista Democrazia Diretta. Consigliere regionale eletto nelle liste della Lega Nord, dopo la scomparsa di Dario Locci, sui banchi di via Cavour ha portato con se’ alcune battaglie tipicamente grilline come quelle contro l’euro e per la sovranita’ monetaria, concedendosi alcune incursioni sulla piu’ scivolosa delle teorie del complotto, quella delle scie chimiche.

In palio, con le riforme istituzionali messe in moto nell’ultima legislatura, c’e’ il riparto di 40 seggi. E il Toscanellum, la nuova legge elettorale, contempla l’attribuzione di 24 di questi (il 60%) per la coalizione che superi il 45% dei voti, mentre per vincere un premio di maggioranza e’ sufficiente totalizzare il 40%.

Tornando al governatore, per lui come per il Pd il punto di raffronto e’ il risultato delle elezioni Europee. Poco piu’ di un anno fa il Partito Democratico ha toccato il 56,35%, il Movimento 5 Stelle il 16,68%, Forza Italia l’11,73%, L’Altra Europa con Tsipras il 5,13%, Fratelli d’Italia il 3,23%, Lega Nord il 2,56%, Ncd-Udc il 2,38%. Complice la possibilita’ di dare un voto disgiunto, sara’ possibile anche misurare il possibile ‘effetto Rossi’ sul centrosinistra. Un dato non secondario dal momento che il governatore toscano, forte di un’investitura popolare che potrebbe arrivargli dal voto di domenica, da tempo pensa di ritagliarsi un ruolo a livello nazionale in quel mondo frastagliato che e’ la sinistra Pd in seguito all’arrivo del ciclone Renzi.

30 maggio 2015
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