MarCO i minisatelliti che rivoluzioneranno l'esplorazione spaziale - DIRE.it

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MarCO i minisatelliti che rivoluzioneranno l’esplorazione spaziale

ROMA – Se pensiamo alle navicelle spaziali della Nasa vengono subito alla mente: Voyagers 1 e 2, Cassini o Galileo, tutti veicoli enormi paragonabili per massa ad un scuola bus o ad un elefante africano.

Questi veri e propri titani dello spazio però hanno fatto il loro tempo e stanno lasciando il passo ai CubeSats, mini satelliti delle dimensioni di una valigetta che non solo hanno permesso una riduzione in termini di massa rispetto ai giganti che li hanno preceduti, ma anche dei costi.

L’unità base dei CubeSats misura 10 centimetri quadrati, ognuno dei due minisatelliti ha uno spazio in stiva di circa 10x20x30 cm. I due satelliti gemelli hanno dei nomi ufficiali: Mars Cube One, o MarCO A e B, ma hanno anche dei nickname, Wall-E e Eva, dati dal team di sviluppatori ispirandosi ai personaggi della Pixar. E proprio come faceva Wall-E nel film del 2008 per muoversi nello spazio i due minisatelliti utilizzeranno un gas compresso comunemente usato negli estintori.

Sono stati costruiti dal Nasa Jet Propulsionary Laboratory di Pasadena in California per essere in grado di viaggiare nello spazio profondo, anche se nascono per insegnare il funzionamento dei satelliti agli studenti e oggi sono utilizzati per le finalità più disparate dal tracciare le rotte di spedizioni commerciali al monitoraggio dei cambiamenti climatici.

Il 5 maggio i due minisatelliti si faranno dare un passaggio dallo stesso razzo che porterà in orbita InSight, Interior Exploration using Seismic Investigations Geodesy and Heat Transport.

La missione spaziale targata Nasa per l’esplorazione di Marte, il cui lancio era previsto per il marzo del 2016, poi rinviata a maggio 2018 per problemi riscontrati nel sismometro di cui dovrebbe essere dotata la sonda. I CubeSats prenderanno posto sulla paratia di poppa nella parte superiore del veicolo di lancio dell’Insight, Atlas V, vicino alla base del Centaur non dentro la carenatura che include la navicella principale. Quando Centaur rilascerà l’Insight sulla via per Marte, dopo alcuni minuti farà una piccola rotazione per sganciare anche MarCO-A e MarCO-B, se tutto andrà secondo i piani dopo 10 minuti dalla separazione ognuno dei due minisatelliti aprirà i propri pannelli solari.

Obiettivo della missione è investigare sulla struttura interna di Marte allo scopo di ricavare degli indizi sulle fasi più remote della formazione dei pianeti terrestri nella più ampia formazione del sistema solare. I minisatelliti seguiranno Insight nel suo tragitto attraverso lo spazio se sopravviveranno al viaggio, ognuno di loro è equipaggiato con delle antenne pieghevoli ad alto guadagno per trasmettere i dati su Insight appena entrerà nell’atmosfera marziana per atterrare.

MarCOs non saranno comunque indispensabili per Insight e non produrranno alcun esperimento scientifico, ma sarà utile come primo test per vedere come la tecnologia dei CubeSat si comporterà fuori dall’orbita terrestre e se potranno essere usati per ulteriori esplorazioni del sistema solare.

Fino ad oggi infatti i CubeSat non sono mai sopravvissuti alle intense radiazioni di un viaggio nel sistema solare, ma soprattutto non hanno mai usato una propulsione autonoma per viaggiare verso Marte.

La prima sfida per i CubeSat sarà quella di accendersi, infatti le batterie sono state testate a marzo dalla Tyvak Nano Satellite System di Irvine, in California dove sono state anche inserite in delle sezioni speciali per permettere ai mini satelliti di muoversi nello spazio. Le batterie serviranno anche per aprire i pannelli solari con la speranza che rimanga abbastanza potenza per accendere anche le radio. Se la potenza non bastasse il team MarCOs potrebbe rimanere in silenzio fino a quando ogni navicella spaziale sarà completamente ricaricata. Se i due minisatelliti sopravvivessero al viaggio avranno modo di testare un metodo di comunicazione che potrebbe funzionare da ‘scatola nera’ per i futuri atterraggi su Marte, aiutando gli ingegneri a capire le difficoltà di un atterraggio morbido sul pianeta rosso. Gli sbarchi su Marte generalmente sono sempre complessi.

Ma non solo, in caso di successo, MarCOs potrebbe provare come i CubeSat siano pronti per andare al di là dell’atmosfera terrestre, infatti fino ad oggi i minisatelliti hanno solamente effettuato dei voli attorno alla Terra. Gli scienziati della Nasa sono desiderosi di esplorare il sistema solare usando i CubeSats, al JPL della Nasa c’è uno spazio dedicato ai CubeSat dove sono stati costruiti molti progetti di volo, inclusi i MarCOs. Per i giovani ingegneri la sfida è costruire un veicolo che possa raggiungere Marte in anni e non in decadi.

30 aprile 2018
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