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Trasportavano il grano su camion per i rifiuti pericolosi, indagate 31 società

Grano_su_camion_rifiutiROMA –  Grano trasportato in vani carico utilizzati per lo spostamento transnazionale di rifiuti speciali pericolosi. Questa la scoperta effettuata dal personale del Corpo forestale dello Stato appartenente al Nucleo investigativo provinciale di Polizia ambientale e forestale (Nipaf) di Reggio Emilia e alla Sezione anticrimine del Comando Regionale di Bologna a seguito di un’approfondita attività di polizia giudiziaria che ha riguardato 31 società di trasporto in conto terzi, sia italiane che straniere (intracomunitarie).

Le Regioni interessate dall’operazione ‘Grano sicuro’ della Forestale sono cinque, nello specifico l’Emilia-Romagna, la Lombardia, il Piemonte, il Trentino Alto Adige e il Veneto, per un totale di 21 province interessate. Eseguite 56 perquisizioni presso tutte le sedi delle imprese a vario titolo coinvolte.

Il personale della Forestale ha sequestrato “oltre 1000 quintali di grano sfuso ad uso alimentare e relativi vani di carico, di imprese di trasporto per le quali le indagini hanno indicato anche l’attività di trasporto di rifiuti speciali pericolosi. Come accertato in alcuni casi, tra i rifiuti pericolosi si è riscontrato anche l’amianto”.

Le indagini di polizia hanno consentito di evidenziare casi nei quali “stabilmente gli stessi vani di carico che trasportavano rifiuti speciali pericolosi, successivamente, in tempi ravvicinati, venivano caricati con alimenti sfusi, destinati al consumo umano”.

Tale procedimento “consentiva alle imprese di ottimizzare l’utilizzo dei camion, che viaggiavano sempre pieni, sia dalle nazioni straniere (Germani, Austria) che dall’Italia, e che quindi potevano proporre prezzi concorrenziali per il trasporto delle merci alimentari e dei rifiuti, rispetto alle imprese di trasporto che osservano la normativa di settore, per la quale non è possibile utilizzare mezzi adibiti al trasporto di rifiuti pericolosi per gli alimenti”.

Non si esclude, conclude la nota, “che le indagini della Procura di Reggio Emilia e della Forestale, a largo spettro, interessino a breve anche l’estero, in particolare la Germania e l’Austria, dove le imprese coinvolte dovranno fornire tutta la documentazione relativa al carico e allo scarico delle merci che viaggiavano sui mezzi caduti sotto la lente e in particolare su quelli sequestrati durante l’operazione”.

30 aprile 2015

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