Salvini a Verona: “La legge 194 non si tocca”. Ma è scontro con Di Maio su ritardo adozioni

Legittima difesa, diritti delle donne, famiglia... e ora lo scontro e' sulle adozioni. Nonostante l'agenda, da Verona a Roma, il clima nel governo e' tutt'altro che familiare
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VERONA – “Non sono qui per togliere qualcosa a qualcuno, non si tocca niente a nessuno. La 194 non è in discussione. Sono qui per aiutare chi fa figli“. Matteo Salvini interviene sul palco del Congresso delle Famiglie in corso a Verona. Un arrivo a dir poco caotico quello del vice premier al palazzo della Gran Guardia. Salvini e’ arrivato a piedi ed e’ stato subito circondato da giornalisti, sostenitori e contestatori, che gli hanno sostanzialmente impedito di proseguire.

Per permettergli di entrare e’ quindi servita un’azione di sfondamento da parte delle guardie del corpo. Dopo varie soste Salviniha raggiunto l’ingresso, mentre all’esterno continuava risuonare un mix di cori a favore (“Matteo”) e di cori contrari (“vergognati”).

SCONTRO SU RITARDI ADOZIONI, MA HA RAGIONE M5S: DELEGA DI FONTANA

Legittima difesa, diritti delle donne, famiglia… e ora lo scontro e’ sulle adozioni. Nonostante l’agenda, da Verona a Roma, il clima nel governo e’ tutt’altro che familiare. Ultimo arrivato nell’elenco dei temi su cui duellare, quello delle procedure per le adozioni. A lanciare il guanto di sfida dal palco del congresso mondiale delle famiglie di Verona e’ Matteo Salvini. Piuttosto che parlare di Medioevo e di sfigati- ha mandato a dire agli alleati- pensiamo a facilitare le adozioni.

Sto lavorando, e spero lo facciano anche altri ministri, per rendere piu’ veloci e meno costose le adozioni per le oltre 30mila coppie di italiani che da anni aspettano di poter adottare un bambino”, ha detto il ministro dell’interno raccogliendo il convinto applauso della platea.

La replica e’ arrivata da Cinecitta’, dove Luigi Di Maio e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Vincenzo Spadafora stavano incontrando i giovani coinvolti nei progetti dell’agenzia nazionale. “La delega alle adozioni non e’ del sottosegretario Spadafora ma e’ una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Fontana in compartecipazione”, ha detto il vicepremier citando il titolare della famiglia, compagno di partito di Salvini e anche lui alla kermesse veronese. Quindi, ha aggiunto Di Maio, “evitiamo di dire cose scorrette, si leggano le deleghe”.

In realta’ le responsabilita’ del premier Conte attengono alla presidenza della commissione. E basta. Non alla normativa che disciplina il delicato settore. Dal decreto di riordino dei ministeri, consultato dalla Dire, risulta che al ministro delegato per la famiglia e le disabilita’ Lorenzo Fontana sono ufficialmente delegate “le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per le adozioni, anche internazionali, di minori italiani e stranieri. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2007, n. 108, in ordine alla presidenza della Commissione ivi prevista da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, salvo delega”.

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30 Marzo 2019
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