Macrì (Sip): “Il 12% dei minori ha disturbi del comportamento o dell’apprendimento”

ROMA – “Si calcola che il 10-12% degli individui in età evolutiva, bambini e adolescenti, abbia disturbi nell’ambito del comportamento o dell’apprendimento. Abbiamo quindi disturbi funzionali, legati al comportamento, oppure disturbi di tipo strutturato, come i disturbi dell’apprendimento, l’Adhd e l’autismo”. Ne parla alla Dire Francesco Macri’, professore aggregato di Pediatria dell’Universita’ La Sapienza di Roma, membro del consiglio direttivo della Sip (Societa’ italiana di pediatria) e vicepresidente della Siomi (Societa’ italiana di omeopatia e medicina integrata).

 Il fenomeno è molto diffuso e acquista rilevanza perché l’incidenza è in aumento: “Oggi nel nostro paese si calcola che 30.000 bambini e 300.000 adolescenti siano affetti da depressione. Per quanto riguarda i casi di autismo– continua il pediatra- siamo intorno ai 100.000 in Italia e circa 1 milione di bambini e adolescenti è affetto da disturbi della sfera dell’apprendimento, della disattenzione, ecc.“. È aumentata l’incidenza di questi disturbi “perché si è ridotta l’incidenza di quelli che prima erano gli altri problemi: le patologie acute infettive. Questo ha messo in evidenza le problematiche che in passato erano in secondo piano. In più- aggiunge Macrì- le nuove problematiche sono aumentate anche a causa di fenomeni legati ad aspetti di tipo epigenetico, dove l’ambiente determina in qualche modo degli effetti negativi sullo sviluppo del sistema nervoso e dei comportamenti”. 

“È importante che il pediatra sia pronto a rispondere di fronte a questi cambiamenti storici della patologia del bambino”, afferma alla Dire Macrì, che aggiunge: “La formazione del pediatra deve entrare in modo più deciso in questi ambiti, in quanto sono problemi che saranno sempre più rilevanti”. Il pediatra deve essere in grado “di capire se si trova in un ambito di disturbo strutturato o non strutturato. Se il disturbo non è strutturato- precisa il medico- spetterà a lui dare dei consigli. Dovrà quindi avere una formazione che possa essere ufficiale nell’ambito delle strutture universitarie, oppure autonoma in modo da poter rispondere a queste problematiche. Se il disturbo è strutturato c’è bisogno di un appoggio da parte di strutture in cui lavorano i professionisti del settore”. Il disturbo è strutturato quando “interferisce con la quotidianità del bambino”, spiega il professore. I disturbi del temperamento riguardano, ad esempio, “il 30% dei minori (il bambino timido, aggressivo, oppositivo), ma questo non significa che il 30% dei bambini abbia bisogno di un approccio psicoterapeutico. Un bambino può essere timido e questo non è un problema in generale- continua il membro della Sip- ma se la sua timidezza gli impedisce di giocare con gli altri, di fare sport o di andare a scuola, la sua vita sarà penalizzata e il disturbo diventa strutturale. In questo caso- conclude- serve un intervento terapeutico”.

“Giornata pro bono per aiutare le famiglie”

“Abbiamo stabilito una giornata pro bono il primo venerdì del mese a partire da maggio. Se ci sarà un’esigenza che supera questa disponibilità, promuoveremo due giorni al mese, e se questa logica si diffondesse in generale tra i medici sarebbe una buona opportunità”, spiega Macri’. “Si tratta di far sì che un giorno al mese nel mio studio si possano prenotare delle visite gratuite. I pazienti che verranno in quel giorno al mese faranno la visita senza affrontare la spesa. Perché?- chiede Macrì- Dal 2008 siamo in crisi economica e mi sono trovato a volte di fronte a situazioni in cui i genitori mi hanno contattato chiedendomi un consiglio. Non venivano da tempo a far visitare il loro bambino perché non potevamo affrontare la spesa. Siccome in quei casi, se affronto il problema in modo diretto con il paziente, c’è il rischio che i genitori si sentano in difficoltà- continua il pediatra- ho pensato che, per evitare tale inconveniente, non dovevo fare altro che istituire ufficialmente una giornata dove sia possibile prendere un appuntamento gratuito ed entrare in un circuito di tipo organizzativo. Non è più la cortesia al singolo, dal punto di vista organizzativo- conclude- lo studio prevede questo”.

30 Marzo 2018
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