Europa

Giannini: “Sì a un passaporto per i ricercatori”

Studenti Aula Università

ROMA – “Sarebbe molto bello che i ricercatori avessero una sorta di passaporto riconoscibile insieme al passaporto europeo“, lo sostiene il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini. “Potrebbe essere – dice Giannini – un’idea semplice, ma molto efficace” per tutelare chi viaggia per motivi di studio. Intervistata oggi dall’agenzia Dire, a margine del convegno “Ambiente, Città e Territorio” a Roma Tre, Giannini è ritornata sulla proposta già presentata a Irina Bokova, attuale direttore generale dell’Unesco.

Spiegando la sua idea, il ministro ha evocato “il privilegium scolasticum che avevano gli intellettuali che si muovevano liberamente nell’Europa alto-medievale”. Sulla sicurezza degli studiosi italiani all’estero, inoltre, assicura che il suo ministero è “sempre in contatto con una rete che lega i ragazzi con le loro sedi universitarie” e che i giovani “quando sono all’estero, non sono abbandonati a loro stessi”. “Ora- fa sapere inoltre Giannini- è attivo anche il Network della Sostenibilità” che interessa i Paesi del Mediterraneo e che crea una relazione sempre più stretta tra “le nostre università e le sedi che accolgono nostri giovani”.

30 marzo 2016
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