Politica

Cultura. Franceschini: “Al lavoro per recuperare ritardi dei grandi musei italiani sui social network”

franceschini_darioROMA  – Sulla presenza e l’uso dei social network da parte dei musei italiani “abbiamo un ritardo da recuperare, ma la riforma del ministero, con l’autonomia dei musei e i direttori che vengono da esperienze internazionali, punta esattamente a colmare questo ritardo”. A dirlo il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, commentando i risultati del rapporto Civita #Socialmuseums, secondo cui l’uso dei social network “non costituisce ancora, per i nostri musei, un obiettivo strategico e rilevante”. Peraltro, specifica il titolare del Collegio romano, “come ministero abbiamo messo a punto un sistema di valutazione della presenza dei grandi musei italiani sui social network che sta funzionando. Non è soltanto un monitoraggio, ma uno stimolo a fare di più“.

NOVE MILIONI DI ITALIANI USANO I SOCIAL PER I MUSEI – Sono circa 9 milioni gli italiani a usare i social network per connettersi ai musei e alle istituzioni culturali. E’ questo uno dei risultati del rapporto Civita #Socialmuseums che analizza la presenza e l’uso dei social media tra i musei e le istituzioni culturali. Illustrato oggi all’auditorium dell’Ara pacis alla presenza del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, lo studio evidenzia che “a fronte di un tasso di digitalizzazione e penetrazione di internet molto inferiore alla media europea, gli italiani che usano i social media sono circa 36,5 milioni, ovvero ben il 60% dell’intera popolazione“.

Per quanto riguarda i 9 milioni che usano i social per entrare in relazione con le istituzioni culturali, la ricerca Civita precisa che sono in prevalenza tra i 25 e i 44 anni e sono soprattutto giovani donne (18-25 anni). Tra le istituzioni culturali più raggiunte dall’utenza social, sono teatri ed enti lirici e musicali ad avere un pubblico on line più fedele e affezionato. Tuttavia, la ricerca sottolinea che, analizzando i differenti usi delle piattaforme social, “i risultati non sono confortanti, in quanto gli utenti impiegano i social soprattutto per la fruizione virtuale e per scaricare materiali messi a disposizione dalle organizzazioni culturali, mentre l’acquisizione di informazioni per la prenotazione o l’acquisto del biglietto d’ingresso sono nettamente sottoutilizzati. Rispetto alla semplice acquisizione o diffusione dei contenuti, la funzione creativa associata ai social media- si legge nel rapporto- in Italia è ancora assolutamente marginale“.

30 marzo 2016
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