Tg Riabilitazione, edizione del 30 gennaio 2019

Tg Riabilitazione, edizione del 30 gennaio 2019

POLICLINICO GEMELLI NELLA RETE IRCCS DI NEURORIABILITAZIONE

La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS entra nella Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione. Il più grande network di ricerca italiano fondato nel 2017 dal ministero della Salute per stimolare la collaborazione tra gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. “Tra i propri obiettivi la Rete ha anche quello di promuovere la ricerca scientifico-tecnologica e sostenere lo scambio di dati e risultati scientifici – commenta il presidente, Fabrizio Tagliavini- potrà concorrere a incrementare il contributo alle nostre aree di competenza grazie alla condivisione di sperimentazioni, competenze e risultati clinici per migliorare prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle malattie specifiche”. “L’area neuroscienze del Policlinico Gemelli – aggiunge il direttore Paolo Maria Rossini – include tutte le tecnologie neurochirurgiche”.

A TREVISO IL IV CONGRESSO DI ARIR

È iniziato il conto alla rovescia verso il Congresso internazionale dell’Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria, ‘La tecnologia al servizio della clinica: suggerimenti dal passato per scommettere sul futuro’, in programma a Treviso dal 21 al 23 marzo prossimi. L’appuntamento, incentrato sulla fisioterapia respiratoria, radunera’ piu’ di 300 tra specialisti del settore e ricercatori provenienti dall’Europa e da ogni parte del mondo per affrontare le sfide dei prossimi anni in campo riabilitativo pneumologico. L’Associazione che da sempre diffonde la cultura della fisioterapia respiratoria in Italia, festeggia quest’anno i 30 anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1989. “Una ulteriore occasione per fare un excursus sulla nostra storia, dai primi passi alla definizione del ruolo e della figura del fisioterapista respiratorio in Italia e in Europa”, spiega all’agenzia Dire la presidente dell’Associazione, Marta Lazzeri.

CNR: INTERVENIRE SU ASTROCITI PER ATTIVARE IL CERVELLO MALATO

Il cervello nell’immaginario collettivo è strettamente correlato ai neuroni, eppure negli ultimi decenni è stato dimostrato che la classica visione neurone-centrica delle funzioni e disfunzioni cerebrali è stata ormai sorpassata. Infatti- fa sapere in una nota il Cnr- ciò che rende diverso il nostro cervello da quello di altri mammiferi, non è il numero o la struttura dei neuroni, bensì quella di altre cellule conosciute anche come astrociti. E’ stato dimostrato per la prima volta che gli astrociti, le cellule cerebrali a forma di stella finora considerate passive, possono essere eccitati con uno campo elettrico applicato da un dispositivo organico. Questa forma di eccitazione è importante per il funzionamento dell’attività neuronale nella memoria e nell’apprendimento con possibili ricadute positive per la cura di molte malattie del cervello, come Alzheimer, Parkinson, Ictus ed Epilessia. Il lavoro è stato pubblicato su ‘Advanced Healthcare Materials’.

DA KONICA MINOLTA PROGETTO ROBOT NEGLI OSPEDALI

Tre eccellenze italiane del mondo della ricerca, dell’innovazione e della sanità lavorano insieme per portare i robot negli ospedali, per assistere i pazienti e facilitare il lavoro di medici e infermieri. Grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia, il laboratorio di ricerca di Roma di Konica Minolta avvia un progetto di robotica per la cura e l’assistenza dei degenti dell’ospedale ‘Casa Sollievo della Sofferenza’, a San Giovanni Rotondo (Foggia). L’obiettivo è quello di sviluppare e sperimentare tecnologie basate sulla robotica e l’intelligenza artificiale per il settore sanitario, che siano da supporto al lavoro negli ospedali.

UNA SUPER GINOCCHIERA PER LA RIABILITAZIONE A CASA

E’ arrivato ‘Q-Walk’ un dispositivo indossabile prodotto da Quickly Pro e collegato ad una app, che guida la deambulazione del paziente e facilita allo stesso tempo il lavoro dei fisioterapisti. Una sorta di ginocchiera che, con dei segnali luminosi che vengono proiettati sul pavimento, indica al paziente l’esatto punto in cui appoggiare i piedi. Un’idea che permette al soggetto, una volta rientrato a casa, di affrontare il percorso riabilitativo. L’idea è nata da un gruppo di giovanissimi composto da Manuel Rocco, Francesco Rusnati e Niccolò Sala in collaborazione con gli ingegneri dell’Università degli Studi di Bergamo. È indicato, in particolare, per soggetti affetti da disturbi neurodegenerativi, tra cui il Parkinson, che potranno così tornare a camminare in maniera corretta anche in assenza di uno specialista.

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30 Gennaio 2019
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