Lo scarto ri-prende forma e plasma statue e... Pinocchio

Ambiente

Lo scarto ri-prende forma e plasma statue e… Pinocchio

BOLOGNA – Dalla polvere delle discariche allo sfarzo degli eventi mondani. Così, semplici e comunissimi materiali di scarto industriali prendono vita e si trasformano in sculture, con le sembianze di uomini d’affari, animali o miti letterari, per sensibilizzare sul ruolo del riciclo, in un’epoca in cui è sempre più costoso lo smaltimento e occorre riflettere su un possibile riutilizzo. È questo il senso della mostra “Scart – il lato bello e utile del rifiuto”, promossa da Hera, che arriva a Bologna dopo aver toccato Ravenna, Imola, Modena, Udine e Pisa, entrando così nel circuito di Arte Fiera, al via questo weekend.

Nel salone di Palazzo Pepoli Campogrande di via Castiglione sono state svelate le opere che la compongono: la maggiore, per estensione, consiste in 14 statue a grandezza naturale, realizzate con vetri rotti, confezioni alimentari, scarti di tessuto, scaglie di plastica. È l’installazione “Business wo/men”, ideata dagli studenti delle Accademie di Belle arti di Bologna e Firenze, coordinata da Angela Nocentini ed Edoardo Malagigi, raffigurante uomini e donne d’affari, già esposta nell’ultima edizione della fiera “Ecomondo” a Rimini. Una quindicesima, l’ultima della serie, verrà realizzata ‘live’ durante l’Art city night di sabato 3 febbraio da Nocentini.

 

Sullo sfondo, invece, campeggia un Pinocchio alto cinque metri, realizzato con altrettanti scarti (provenienti unicamente da aziende produttrici di piccoli pinocchi di legno) dallo stesso Malagigi, che contiene un messaggio anche politico (“Parla di molte bugie che vengono dette, a volte anche i politici le dicono, e quindi è giusto che ci sia anche Pinocchio” spiega l’autore).

Completano l’esposizione i quattro lupi di Alberto Salvetti, assemblati con scotch, carta, fil di ferro, bitume e, soprattutto, con pagine di quotidiani che riportano le notizie sulla dispersione del lupo.

Un progetto artistico che nasce, spiega il presidente di Hera Tomaso Tommasi di Vignano, in seguito all’acquisizione, da parte della multiutility di un’azienda toscana, che si occupava appunto di trasformare rifiuti industriali in opere d’arte, collaborando con l’Accademia di Belle arti di Firenze. Attività che Hera ha scelto di continuare, in linea “con il percorso industriale che stiamo portando avanti”. All’evento, oltre ai vertici di Hera, è intervenuto a sorpresa anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “questo tipo di esperienza non significa solo raccolta differenziata”, ma è invero un processo che riguarda “tutto il ciclo industriale e il modo di produrre: è una nuova economia che sostituirà il modello economico che abbiamo visto finora”.

30 gennaio 2018
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