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Psicologia, il filo conduttore di ‘NoiEnpap’ è la trasparenza

ROMA  – “Il programma di ‘NoiEnpap’ ha un filo conduttore che lega tutte le sue numerose nuove proposte: la trasparenza. Focalizzo principalmente su questo aspetto la mia attenzione, perché senza la chiarezza e l’apertura nei confronti delle persone che si affidano all’Enpap per la sicurezza del proprio futuro e per lo svolgimento della propria attività, qualsiasi proposta perderebbe di significato”. A dirlo è Elisa Faretta, psicoterapeuta e tesoriere dell’associazione EMDR, nella sua campagna elettorale come candidata al Consiglio di Amministrazione per il rinnovo del governo dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi (Enpap) con la lista ‘NoiEnpap’, le cui votazioni  sono previste dal 27 febbraio al 3 marzo.


“Trasparenza, condivisione e cooperazione fra le varie parti devono diventare il motore di questo Ente, se vogliamo garantire il sostegno e la protezione di cui tutti i professionisti hanno diritto- afferma la psicoterapeuta- sia al termine del loro percorso lavorativo, sia durante l’attività, in caso di sospensione per maternità, ad esempio, oppure in situazioni gravi e invalidanti come la malattia, o ancora a causa di eventi inaspettati quali il terremoto. Quest’ultimo può sembrare un esempio estremo di calamità- sottolinea l’esperta in gestione dell’emergenze- ma è drammaticamente reale per molti psicologi del Centro Italia o di altre zone altamente a rischio”.

La trasparenza è la parola d’ordine anche quando l’attenzione è rivolta verso le fasce più giovani dei professionisti: “Per loro non è sempre semplice capire cosa aspettarsi da un investimento pensionistico e assistenziale. Il percorso della previdenza sociale all’inizio della propria carriera sembra lungo e costellato di aspetti burocratici e tecnici che ne impediscono la comprensione del funzionamento a lungo termine. ‘NoiEnpap’- spiega Faretta- intende agevolare i giovani professionisti nell’affrontare questo percorso, creando strumenti di comunicazione chiari, efficienti ed interattivi. Un’informazione farraginosa e tortuosa, o addirittura assente, rende impossibile la comprensione della propria situazione previdenziale ed è fortemente demotivante per i contribuenti”. Ai giovani psicologi verranno inoltre “proposte soluzioni adeguate e proporzionate agli introiti inevitabilmente più bassi rispetto a quelli di professionisti già affermati e più maturi. La crescita professionale viene in questo modo accompagnata, di pari passo, da una crescita della tutela pensionistica. Ci saranno forme di sostegno contributivo, eventualmente anche con il supporto di polizze assicurative- continua la candida al Cda Enpap- che consentiranno ai giovani di pagare contributi in misura molto minore di quella attuale. I contributi non versati nei primi anni potranno essere versati successivamente, con un piano di rientro concordato, quando la loro attività si sarà consolidata e sarà aumentata la capacità di reddito”.

La chiarezza nell’informazione, “in realtà, è fondamentale per tutte le fasce di età. NoiEnpap intende fornire alle colleghe e ai colleghi che versano i contributi già da qualche decennio un’assistenza precisa nei computi previdenziali, per offrire spiegazioni pertinenti ed accurate sulle loro prospettive pensionistiche in termini di rendimento, anche alla luce degli aggiornamenti di legge che non sempre sono facilmente decifrabili dai cittadini”.

In generale, “ogni categoria tutelata dall’Enpap, di qualunque età anagrafica e anzianità di servizio, dovrà da questo momento in poi godere dei maggiori vantaggi che derivano da una gestione trasparente e corretta dei contributi versati, oltre che da una concreta riduzione dei costi di gestione e funzionamento dell’ente stesso. Ogni professionista, in qualunque momento della sua vita, in qualunque circostanza e necessità, dovrà sentirsi tutelato e assistito- afferma la psicoterapeuta-, così come dovrà sentirsi supportato in caso di sviluppo di nuovi progetti, che spesso necessitano di capitali aggiuntivi, di prestiti a rapido accesso e mutui agevolati. Anche in questo ambito la condivisione e il supporto diventano fondamentali”.

   – Quali sono gli obiettivi da raggiungere e le criticità da affrontare per promuovere al meglio la professione dello psicologo?

“Quella dello psicologo è una professione relativamente giovane- risponde Faretta- che ha visto negli ultimi anni una crescita esponenziale di professionisti, molti dei quali svolgono l’attività come liberi professionisti. L’inizio della carriera comporta spesso, e inevitabilmente, la necessità di affrontare ingenti spese per avviare uno studio nuovo e per promuovere la propria professione. A questo si aggiungono le difficoltà, soprattutto per le colleghe donne, di riuscire a conciliare vita privata e lavoro. Si pensi all’inizio di una maternità o se si hanno figli piccoli. Non mancano poi le problematiche che riguardano i colleghi uomini- ricorda la psicoterapeuta-, che all’inizio affrontano un percorso altrettanto difficile e costoso per l’avvio della libera professione e per l’affermazione del proprio ruolo nei vari contesti lavorativi. La nuova politica di Enpap dovrà sostenere tutti i suoi iscritti per favorire lo sviluppo professionale di ognuno di loro, con un occhio più attento ai giovani per fornire gli strumenti e le strategie indispensabili per la crescita dell’attività e stimolare percorsi formativi e di aggiornamento continuo”.

Nessuno deve essere dimenticato. Per Faretta è “arrivato il momento di concretizzare finalmente delle politiche di assistenza e protezione valide per tutte le età, e volte a tutelare i professionisti in quei momenti di difficoltà (come la malattia e l’infortunio) o fragilità (dovuti a situazioni familiari complesse o a imprevisti) che possono rendere arduo lo svolgimento della professione”.

NoiEnpap vuole insomma “promuovere una sfida di tipo culturale, che incentivi l’associazionismo tra i colleghi e la cooperazione, lo scambio e il confronto tra le competenze e le esperienze diverse. Nel mio personale percorso di crescita professionale- fa sapere la direttrice del Piiec- questo aspetto è sempre stato, e lo è tuttora, indispensabile. L’obiettivo finale della psicologia deve sempre essere il raggiungimento del benessere e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti che richiedono il nostro intervento- ricorda la pscioterapeuta-, obiettivo raggiungibile più facilmente se i professionisti si sentono adeguatamente tutelati”.

Faretta da 30 anni svolge la sua attività di libera professionista: “Sulla mia pelle ho vissuto situazioni e momenti in cui ho capito quanto fosse importante, e indispensabile, lavorare insieme agli altri colleghi per condividere i risultati ottenuti e confrontarmi sulle problematiche quotidiane. Una condivisione che ha abbracciato tutta la mia attività: dalla ricerca, alla formazione, allo studio e all’attività clinica”. La psicoterapeuta è una delle prime iscritte dell’Associazione EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): “La mia tessera ha il numero 27, ora i soci sono più di 5.000- rivela- e fin dall’inizio ho lavorato con altri colleghi per farla crescere, stimolando, formando migliaia di giovani professionisti e aiutandoli a trovare uno sbocco professionale in ambiti diversi, da quelli tradizionali a quelli più innovativi”. Sono più di 10mila gli psicoterapeuti che hanno frequentato i corsi dell’Associazione e ancora oggi Faretta partecipa ad ogni sessione per sostenere i nuovi partecipanti e per continuare a dare il suo contributo arricchito da un’esperienza trentennale. “Considero fondamentale la formazione continua e la condivisione delle esperienze, così come il lavoro di rete e l’interazione tra competenze e conoscenze diverse. Ho portato più di 250 terapeuti ad acquisire la qualifica di ‘Pracitioner EMDR’ attraverso incontri di supervisione avanzata- ricorda-, la formazione non si esaurisce mai”.

Nell’ambito dell’Associazione Faretta è anche referente per la Psiconcologia (interventi psicologici per pazienti affetti da patologie oncologiche). “La mia pratica clinica e la mia attività di ricerca sono sempre state rivolte ad ogni genere di patologia o disagio psicologico, ma nel caso della psiconcologia ho sviluppato un particolare interesse. Ho creato un ‘Polo Psiconcologico’ cui convergono diversi professionisti di tutta Italia, formati e capaci di intervenire su tutto il territorio nazionale e per ogni tipo di neoplasia”. La candidata al CdA Enpap sa cosa voglia dire assumersi un ruolo istituzionale, tanto che è già stata segretario e tesoriere per EMDR e poi vicepresidente per SIMP(Società Italiana di Medicina e Psicoterapia). “Sarei felice se questa esperienza in ambito direttivo potesse ora tornare utile ad altri colleghi all’interno dell’Enpap- conclude- all’insegna, anche in questo nuovo contesto, della cooperazione tra persone che condividono gli stessi valori e gli stessi obiettivi”.

 

30 gennaio 2017

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