Che succede nel mondo dei diritti cinematografici? Nel mirino la cooperativa di Elio Germano - DIRE.it

Che succede nel mondo dei diritti cinematografici? Nel mirino la cooperativa di Elio Germano

ROMA – Che succede nel mondo dei diritti cinematografici? Qualche giorno fa un comunicato di Nuovo Imaie rendeva noto un comportamento irregolare di 7607 sanzionato dal Tribunale.  Con un’ordinanza cautelare depositata in questi giorni, il Tribunale di Roma ha accertato gravi irregolarità nella Cooperativa 7607 e ha bloccato la distribuzione dei compensi per copia privata agli attori iscritti alla Cooperativa. Oggi arriva la replica della stessa Cooperativa di Elio Germano.

“E’ falso che il Tribunale di Roma abbia ‘bloccato cautelativamente alla cooperativa Artisti 7607 circa 3 milioni di euro destinati agli artisti’. Il Tribunale non ha affatto accolto la richiesta di Nuovo IMAIE di bloccare le somme incassate da Artisti 7607 a titolo di copia privata 2012-2013, somme peraltro già praticamente ripartite da Artisti 7607. Il Provvedimento, che è infondato e sarà oggetto di reclamo da parte di Artisti 7607, è una mera inibitoria a ripartire ulteriormente somme per copia privata 2012-13; inoltre è basato, tra l’altro, su irregolarità emerse in giudizio nelle liste presentate dallo stesso Nuovo IMAIE. E’ falso che Artisti 7607 abbia indebitamente inserito artisti nel proprio elenco. Tutti i nominativi nell’elenco sono di soci iscritti all’associazione Artisti 7607, in alcuni casi addirittura soci fondatori, che non hanno mai dato recesso da Artisti 7607.

Nel merito della copia privata 2012-13:

– anche come associazione di categoria maggiormente rappresentativa, il 22 gennaio 2014 Artisti 7607 ha presentato una lista in SIAE secondo la legge sul diritto d’autore allora e tuttora vigente (l. 633/1941, art. 71-octies, co. 3);
– il 5 maggio 2014 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM n. 74499) che ha stabilito altre regole per la ripartizione della copia privata;
– Artisti 7607 ha dovuto impugnare al TAR del Lazio il DPCM sopra indicato perché deroga inopinatamente alla legge sul diritto d’autore, tradisce quanto sancito dalla legge di liberalizzazione (D.L. 1/2012, art. 39, co. 2), ostacola l’avvio di nuove imprese nel settore della tutela dei diritti degli artisti, impedisce il pluralismo competitivo favorendo smaccatamente l’ex-monopolio Nuovo IMAIE;
– la posizione di Artisti 7607 sulla assegnazione della copia privata 2012-13 è stata pubblicamente resa nota in ogni sede, in particolare nel 2013 avanti la VII Commissione del Senato e nel 2014 al Governo, nell’audizione fissata con le collecting dal Sottosegretario Lotti;
– è falso, come afferma Nuovo IMAIE, che la legge imponga alle collecting di pubblicare l’elenco ufficiale degli artisti che abbiano conferito mandato; la legge richiede di pubblicare il numero degli aventi diritto, come Artisti 7607 ha fatto.
In pratica Nuovo IMAIE non tollera che Artisti 7607 abbia ripartito in tempi rapidi agli artisti la copia privata 2012-13 (cosa normale per una collecting: distribuire compensi agli artisti senza accumularli) per un corrispettivo di quasi 3 milioni di euro; ma non spiega perché, avendo incassato quasi 9 milioni di euro di copia privata 2012-13, stia ancora ripartendo il 2009.
Siamo al SESTO contenzioso intentato contro Artisti 7607 da Nuovo IMAIE!

Nuovo IMAIE usa indebitamente lo strumento giudiziario per impedire ad Artisti 7607 e alle altre collecting di esercitare la loro attività e alza continue cortine fumogene per offuscare gravi questioni aperte. Quali? Nuovo IMAIE non deposita i bilanci, e li pubblica privi di allegati: di fatto è impossibile capire quanto Nuovo IMAIE costi agli artisti. Artisti 7607 da tempo ha segnalato all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato come Nuovo IMAIE, abusando di una posizione dominante e di una assurda commistione di compiti e funzioni tra IMAIE e Nuovo IMAIE, svolga una costante e conclamata attività anticoncorrenziale; e come il Presidente di Nuovo IMAIE, in violazione di legge, ricopra tale carica in una palese situazione di conflitto d’interessi.
Ignorando l’avvenuta liberalizzazione del mercato, Nuovo IMAIE rifiuta di mettere a disposizione delle altre collecting l’archivio generale delle opere e dei titolari dei diritti ereditato dall’IMAIE. Al di fuori di ogni regola Nuovo IMAIE ha raccolto mandati, ha negoziato con gli utilizzatori e ha concluso accordi internazionali quando non poteva farlo, cioè nel periodo intercorso dalla legge di liberalizzazione (gennaio 2012) alla data di segnalazione di inizio della sua attività (maggio 2013).
Contro la legge vigente sulla copia privata e contro la legge che ha dichiarato libero il settore dei diritti connessi – soprattutto disprezzando la chiara volontà di migliaia di artisti italiani – Nuovo IMAIE pretenderebbe (e richiede in via giudiziaria!) l’assegnazione di tutta la copia privata 2012-13.
E infine, con un compenso di centinaia di migliaia di euro, i commissari liquidatori di IMAIE hanno incaricato Nuovo IMAIE di gestire la liquidazione di IMAIE!
In questo contesto, Artisti 7607 costituisce una vera alternativa per gli artisti: un concorrente scomodo che l’ex-monopolio ostacola in ogni modo, persino strumentalizzando un contenzioso giudiziario che, appena all’inizio, sarà l’occasione per chiarire come stanno davvero le cose”.

COS’E’ LA 7607 – La cooperativa prende il nome dalla sua data di nascita, 7 giugno 2007. E’ stata fondata, tra gli altri, dagli attori Elio Germano e Claudio Santamaria.  Fu lo stesso Elio Germano ad indossare la maglietta con la scritta ‘Artisti 7607’ nell’ormai famosa foto con il pugno chiuso, scattata alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia. Lo scopo del gruppo è  svolgere attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore, raccogliere e distribuire i compensi dovuti agli artisti per ogni specifica utilizzazione delle opere di cui sono interpreti, ma anche promuovere attività di studio, ricerca e formazione per gli artisti.  Infine, l’obiettivo è anche quello di tutelare, nel libero mercato,  la facoltà degli artisti di scegliere a chi affidare la gestione dei loro diritti.

I SOLDI BLOCCATI – Si tratta delle somme destinate ad artisti e relative agli anni 2012 e 2013, incassate dalla Siae perché siano ripartite tra gli intermediari abilitati che rappresentano gli attori sulla base di mandati esplicitamente conferiti. Destinatari di tali somme sono il NUOVOIMAIE, l’associazione fondata, tra gli altri, da Luca Zingaretti e Lino Banfi, e la Cooperativa 7607. Le somme vengono ripartite in base agli elenchi ufficiali degli artisti che hanno scelto l’uno o l’altro intermediario.

Questi elenchi non vengono però resi pubblici dalla Cooperativa 7607, come impone la legge, e si scopre che molti artisti, che hanno dato mandato al NUOVOIMAIE si trovano indebitamente inseriti nell’elenco di 7607. Tra essi, molti nomi noti del cinema: da Isabella Ferrari a Luca Argentero, da Giorgio Tirabassi a Primo Reggiani, da Luca Ward a Beppe Servillo. E non sono i soli: ve ne sono circa 400 tra i 1254 nominativi contenuti nell’elenco fornito dalla Cooperativa 7607.

Di quali importi parliamo? Il compenso complessivo di copia privata assegnato alla SIAE per gli anni 2012-2013 e da ripartire è pari a 11.682.890,42 euro, di cui 8.808.581,86 a NUOVOIMAIE e 2.874.308,56 alla Cooperativa 7607.

Il NUOVOIMAIE si rivolge al Tribunale di Roma che, con provvedimento di urgenza dell’8 ottobre 2015, confermato da successiva ordinanza, vieta alla Cooperativa 7607 di distribuire i proventi ricevuti per via delle gravi irregolarità riscontrate ed impone alla Siae di non erogare alla Cooperativa 7607 le somme relative agli anni 2012 e 2013. Un po’ come dire: prima vediamoci chiaro.

Si legge nel provvedimento del Tribunale che la Cooperativa 7607, mediante la presentazione a Siae di un elenco di nominativi superiore agli iscritti effettivi, ha conseguito “…un lucro indebito consistente nella percezione di compensi per copia privata video superiori” e che la Cooperativa 7607 ha “…cercato di impedire alla ricorrente l’accertamento dei soggetti che effettivamente risultavano suoi mandanti, costringendola ad adire la giurisdizione amministrativa”.

29 ottobre 2015
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