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Colombia, campagna informativa della chiesa sul referendum

colombia2_referendum_2-ottobreROMA – Il presidente della Conferenza episcopale (Cec), mons. Luis Augusto Castro Quiroga, arcivescovo di Tunja, ha tenuto ieri nella sede della Cec a Bogotà una conferenza stampa nella quale ha presentato le iniziative della Chiesa in seguito alla firma ufficiale dell’accordo di pace tra Governo e Farc, e alla vigilia del plebiscito confermativo di domenica prossima. In particolare mons. Castro ha parlato della campagna ‘Acciones Conscientes. Tu compromiso con el futuro‘ (‘Azioni coscienti. Il tuo impegno per il futuro’, ndr), che ha l’obiettivo d’informare i colombiani in merito all’accordo firmato e avere una visione oggettiva della situazione nel momento della scelta referendaria. Rispetto al voto di domenica, mons. Castro ha ribadito che la Chiesa non dà indicazioni di voto: “Io credo che si possa stare da una parte o dall’altra senza che ci sia necessità di fomentare odio o alimentare uno spirito negativo, l’obiettivo finale di tutti i colombiani è la pace”, ha detto il presidente della Cec, che ha poi aggiunto: “E’ molto importante che si prenda coscienza di quello che si sta facendo. Bisogna scegliere le modalità con cui arrivare alla pace e non si ottiene questo con l’odio”.

colombia_referedum_2-ottobreAl tempo stesso, il presule ha mostrato soddisfazione per come è avanzato il cammino di pace tra Governo e Farc ed ha assicurato che la Chiesa, nel caso l’accordo sia confermato dalla popolazione, sarà molto attenta a dare seguito all’implementazione dell’accordo stesso. “Per questo- ha proseguito- è molto importante che questa campagna informativa sia visibile per tutti, poichè offre uno spazio di riflessione e informazione sul plebiscito”. Mons. Castro si è mostrato ottimista anche sulle future trattative con l’altro gruppo minoritario della guerriglia, l’Eln: “la Chiesa ha ricevuto segnali positivi che indicano la loro volontà di sedersi al tavolo delle trattative. Noi come Chiesa cercheremo di appoggiare il dialogo. Lo facciamo perchè ce lo ha chiesto l’Eln, non prima di aver chiesto il permesso al presidente Santos, che è stato molto contento di ricevere questa notizia”.

(www.agensir.it)

29 settembre 2016
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