Wwf, a Roma street art per raccontare il valore delle oasi - DIRE.it

Ambiente

Wwf, a Roma street art per raccontare il valore delle oasi

P1050293ROMA – Un’Oasi d’Autore per raccontare il valore della natura e della biodiversita’ che le oasi Wwf custodiscono. E’ questa l’iniziativa che l’Associazione, grazie al contributo dello Street Artist, alias Moby Dick, presentera’ domani alle 13,00 presso la Scuola Media Ulderico Sacchetto, nel cuore di Roma.

L’edificio su cui verra’ realizzata la prima Oasi d’autore del Wwf e’ una struttura degli anni sessanta circondato da un giardino curato dagli stessi ragazzi stessi. L’Oasi d’autore, fa parte di E-state in Oasi, l’iniziativa che ha visto l’apertura gratuita delle oasi Wwf nelle domeniche estive e che si concludera’ proprio domenica 2 ottobre con una serie di visite il cui calendario e’ disponibile su wwf.it. Cos’e’ l’Oasi d’Autore?

A Mobydick il Wwf ha chiesto di riprodurre la ricchezza di animali simbolo che vivono nelle 100 oasi del Wwf presenti in Italia: lontre, lupi, fenicotteri, cavalieri d’Italia, etc., ispirandosi cosi’ alla bellezza e alla difesa della natura italiana. Insieme allo street artist e agli studenti, alla presentazione dell’Oasi d’autore saranno presenti la preside dell’Istituto, Professoressa Candida Carrino, il direttore generale del Wwf Italia Gaetano Benedetto, il responsabile programma Oasi Wwf Francesco Marcone, il responsabile biodiversita’ del Wwf, Fabrizio Bulgarini, rappresentanti delle guardie volontarie antibracconaggio del Wwf.

L’incontro sara’ l’occasione per sensibilizzare gli studenti sul valore della natura italiana raccontando l’impegno dei protagonisti sul territorio dalle guardie anti bracconaggio alle guardie delle oasi oltre che lo straordinario lavoro che le Oasi Wwf svolgono nel preservare e custodire il nostro patrimonio di biodiversita’. Si ringrazia per il patrocinio il Municipio XIX di Roma Capitale.

29 settembre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»